E guerra sempre più aperta tra i sindacati, da un lato, e la soprintendente del Polo museale di Venezia, Giovanna Damiani. Per alcuni striscioni esposti nei musei, a dicembre, una trentina di lavoratori è stata convocata domani per "violazione del codice disciplinare". Immediata la risposta di Cgil-Fp, FlpFp e Usb-Pi, che per oggi hanno convocato nella sede di San Marco un'assemblea dei lavoratori a cui parteciperanno anche i segretari nazionali. Sotto accusa tutta la gestione della soprintendente per le sue proposte organizzative, ma anche per i suoi modi autoritari. L'antefatto di quest'ultimo conflitto risale al 18 dicembre scorso, quando i rappresentanti sindacali andarono a Roma a consegnare un dossier di lagnanze direttamente al direttore generale del ministero dei Beni culturali, la dottoressa Maddalena Ragni. Contemporaneamente, a Venezia, vennero esposte le bandiere sindacali nei musei e alcuni lavoratori si misero al braccio un adesivo con la scritta "stato di agitazione in difesa dei Beni culturali". La risposta della soprintendente è stata la convocazione di 30 dipendenti per violazione del codice disciplinare. «Una attacco non solo a coloro che, guidati dai sindacati, si stanno battendo contro l'autoritarismo della soprintendente e per una gestione più efficiente e trasparente, ma a tutti quanti i dipendenti del Polo museale veneziano» scrivono i segretari di Cgil-Fp Aluisio, di FplFp Ponticello, e di Ubs-Pi Visentin. Nel comunicato si cita la prima ragione del conflitto: il "turnone" unico per il personale, proposto dalla soprintendente, e bloccato dai sindacati, che avrebbe ridotto l'orario di apertura dei musei e alleggerito le buste paga dei lavoratori che così avrebbero perso la qualifica di turnisti. Altra proposta contestata, prima applicata d'autorità, poi sospesa, era stata quella di introdurre i turni festivi e prefestivi per i funzionari. «Soluzioni organizzati allegre» le definiscono i sindacati che rischiano di «compromettere la sicurezza delle sedi museali», ma anche i «principi di trasparenza e uguaglianza».