Affreschi a rischio smog MANTOVA. I PROGRESSI tecnologici e informatici ora anche al servizio della salvaguardia dei beni artistici, i più moderni criteri di conservazione del patrimonio monumentale e museale approdano alla reggia gonzaghesca di Palazzo Te a Mantova, monumentale edificio costruito tra il 1524 e il 1534 su commissione di Federico II Gonzaga, e opera più celebre dell'architetto italiano Giulio Romano. «Agli interventi del dopo sisma che proseguono alacremente - spiega Chiara Pisani, Conservatrice del Palazzo - si aggiunge un sistema di monitoraggio del microclima che assicura un costante e preciso rilevamento di temperatura, umidità e anidride carbonica presenti nei diversi ambienti, tutelando le pareti affrescate, gli stucchi e i soffitti lignei, assicurandone così la conservazione e permettendo interventi in tempo reale». In quale modo agisce il nuovo sistema di monitoraggio? «Le opere custodite nel Palazzo subiscono pesantemente le variazioni microclimatiche, in particolare le pareti affrescate risentono dell'umidità relativa che può provocare danneggiamenti gravi alla pellicola pittorica; impianti di illuminazione, riscaldamento, temperature esterne e numero eccessivo di visitatori sono tra i fattori di danneggiamento, ora possiamo intervenire e mutare le condizioni ambientali problematiche». Quale tecnica viene usata per ottenere le informazioni? «Il software di monitoraggio di Palazzo Te è molto avanzato, con 33 sonde di rilevamento presenti nei vari ambienti e centraline di controllo collegate con tecnologia wireless al server centrale. Tutta la strumentazione necessaria è stata collocata senza eseguire nessun intervento sulle strutture murarie di Palazzo Te, mentre i valori raccolti dalle sonde sono accessibili costantemente a livello centrale. Tra le sale più celebri dotate del nuovo impianto anche la Camera delle Metamorfosi, la Sala dei Cavalli, la Camera di Amore e Psiche, la Camera dei Giganti». Quali partner hanno contribuito alla realizzazione del progetto? «L'intero sistema è stato realizzato grazie allo studio milanese Ics ed è stato in parte finanziato dalla Regione Lombardia che ha fatto proprio l'impegno di rinnovamento e della conservazione di Palazzo Te, fortemente voluto anche dal Comune di Mantova. L'interesse della Regione, in un momento di scarsa disponibilità di fondi, avvalora l'impegno per la conservazione di un luogo d'eccellenza, anche nell'ottica di prevenire futuri interventi molto più invasivi, se le opere non sono salvaguardate». Un altro tassello importante si aggiunge allo scopo di conservare un luogo magico e delicatissimo che ha già subito pesantemente le conseguenze del sisma. FOCUS La storia. Costruito tra il 1524 e il 1534 su commissione di Federico II Gonzaga è oggi sede del museo civico e, dal 1990, del Centro Internazionale d'Arte e di Cultura che organizza mostre d'arte antica moderna e d'architettura Il nome. Verso la metà del XV secolo Mantova era divisa dal canale "Rio" in due grandi isole circondate dai laghi; una terza piccola isola, chiamata sin dal Medioevo Tejeto e abbreviata in Te, venne scelta per l'edificazione L'architettura. Il palazzo è un edificio a pianta quadrata con al centro un grande cortile con quattro entrate sui quattro lati. L'entrata principale verso la città è una loggia, la cosiddetta Loggia Grande
Mantova, a palazzo Te il microclima salva l'arte
Il Palazzo Te a Mantova è stato oggetto di interventi di conservazione grazie ai progressi tecnologici e informatici. Il sistema di monitoraggio del microclima assicura un costante rilevamento di temperatura, umidità e anidride carbonica nei diversi ambienti, tutelando le pareti affrescate, gli stucchi e i soffitti lignei. Il software di monitoraggio è avanzato e utilizza 33 sonde di rilevamento con tecnologia wireless. Il sistema è stato realizzato dallo studio milanese Ics e finanziato dalla Regione Lombardia e dal Comune di Mantova. L'obiettivo è prevenire futuri interventi invasivi e conservare un luogo d'eccellenza.
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Bene culturale
Luogo