Fino al 28 gennaio si voteranno sul sito i temi da girare ai futuri onorevoli Porcellum non ci consente di scegliere i parlamentari che ci piacciono per le loro idee? Facciamo in modo che siano i parlamentari a scegliere le idee che piacciono a noi. Così, in questa stagione di primarie, il Fai, Fondo per l'ambiente italiano, lancia le proprie: quelle della Cultura che chiamano gli italiani a manifestare online le priorità nell'ambito, appunto, della cultura, del paesaggio e dell'ambiente da indicare a chi si candida a guidare il prossimo governo. Più che una votazione, una minaccia: quanti avranno deciso di scendere o salire in politica e accettato di battersi per questi temi saranno «messi con le spalle al muro» e monitorati nel loro impegno in Parlamento. Insomma, astenersi parolai, larghi di promesse e corti di memoria, più o meno pallidi epigoni di Cetto La Qualunque. L'iniziativa della fondazione ambientalista che ha scelto come testimonial cinque personaggi simbolo della nostra storia del Bello - Giotto, Dante, Leonardo, Verdi e Fellini - è partita ieri e si concluderà il 28 gennaio: sul sito primariedellacultura.it tutti i cittadini potranno registrarsi e scegliere a quale tema dare il proprio voto tra i 15 selezionati, lunghi lo spazio di un tweet: dalla richiesta di stanziare una quota minima dell'1 del denaro pubblico per il mantenimento del patrimonio storico-artistico e delle attività culturali, alle politiche per lo sviluppo del turismo nel Paese più bello del mondo oggi al quinto posto (appena prima della Turchia) fra le mete «cool» del pianeta; dalla revisione delle norme che regolano il consumo del suolo (in Italia è di almeno 75 ettari al giorno e gli alloggi abusivi occupano una superficie di 800 milioni di metri cubi) all'aumento delle ore di Storia dell'arte nei programmi scolastici. Ma anche: piani certi per la sicurezza del territorio, difesa dei centri storici, stop alle «leggi mancia» per musica, teatro, cinema e danza, incentivi all'agricoltura. Non sogni di persone con testa e piedi nelle nuvole, ma «roba» concreta che parte da una constatazione molto prosaica: con la cultura, nonostante le certezze opposte d'un recente ministro dell'Economia, «si mangia». Il Fai propone un'agenda per integrare quelle che innervano i programmi dei maggiori schieramenti politici «nelle quali - sostiene Ilaria Borletti Buitoni, presidente del Fondo - si parla genericamente, o in modo strumentale, di promuovere il turismo e il patrimonio storico-artistico: nessuno, però, spiega come invertire la rotta che ci ha portato al disastro in questo settore. Mario Monti fa un passo importante legando cultura e sviluppo, ma neppure lui indica la strategia per affrontare concretamente questo snodo così cruciale». Ogni votante può indicare sino a tre temi in queste settimane di «primarie» durante le quali la piattaforma Internet, anche grazie all'interazione tramite Facebook, Twitter e G, consentirà di esprimere commenti sui temi e di arricchirli con suggerimenti. Al termine delle «operazioni di voto» tutte le preferenze raccolte permetteranno di stilare la classifica degli argomenti giudicati più urgenti. Ed ecco le spalle al muro: «I dati verranno annunciati in modo ufficiale e presentati a partiti e candidati che potranno impegnarsi pubblicamente a sostenerli in caso di vittoria». Aderendo a quell'emergenza-cultura che gli ambientalisti considerano tra le più tra le più importanti dopo le situazioni drammatiche legate al lavoro, alla sicurezza e alla salute. «Dopo aver detto "Io ci sto" sarà meno facile sfilarsi o far finta di nulla». Anche se c'è da scommettere che qualche Cetto starà «qualunquemente» preparandosi.
Il Fai e le primarie della cultura per difendere arte e storia
Il Fondo per l'ambiente italiano (Fai) ha lanciato una campagna di primarie per scegliere i temi da trattare nel prossimo governo. I cittadini possono registrarsi e votare online tra 15 temi selezionati, tra cui la cultura, il patrimonio storico-artistico, il turismo e l'ambiente. La votazione si conclude il 28 gennaio. I temi con più voti saranno presentati ai candidati e ai partiti, che potranno impegnarsi a sostenerli. Il Fai considera la cultura come un'area cruciale per il paese, in quanto "si mangia" con la cultura. La campagna vuole promuovere un'agenda per integrare i temi della cultura nelle politiche dei partiti.
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