Il voto. «Sicuramente mi candido ma non so ancora con chi lo farò» Un museo della cultura italiana con alcune location possibili: l'ex Pantanella, l'ex sede dell'Anagrafe, al Circo Massimo, nel cuore di Roma al Palatino, oppure gli edifici del ministero della Difesa a via XX settembre e infine, spiega Francesco Rutelli, «l'ipotesi più suggestiva e importante», un percorso che «integri tre edifici: il Palazzo delle Esposizioni, gli edifici del Demanio a via XX settembre e parte del Quirinale per consolidarne la funzione di casa degli italiani. Un'idea che sottoporremo al prossimo Presidente della Repubblica». L'ex sindaco di Roma sorride e lancia la sua proposta nel corso di un incontro pubblico al teatro della Cometa a Roma. «Possiamo insediare a Roma la fabbrica più importante del mondo - aggiunge l'ex leader della Margherita - perché con la crisi il turismo culturale è l'unica direzione di crescita che può portare subito migliaia di posti di lavoro, una potenzialità che non sfruttiamo abbastanza. Quello che propongo non è una fabbrica in senso tradizionale ma una fabbrica culturale, una proposta che vale per Roma ma anche per l'Italia». Secondo Rutelli si tratterebbe di «un museo della cultura italiana come porta di ingresso alla cultura del nostro paese, di un luogo per conoscere la storia, la lingua, l'architettura, lo spettacolo, la musica, la tecnologia e il design. Un museo lungo tremila anni, dal mille avanti Cristo al 2013, ultracontemporaneo, e che raccolga in prestito alternativamente opere da tutta Italia. Un museo statale ma che interessa la politica nazionale perchè può portare centinaia di occupati e una crescita del Pil». A chi gli chiede se sia candidato con il Centro Democratico di Bruno Tabacci e Massimo Donadi, Rutelli risponde così: «Bisogna fare chiarezza affinché la lista di centro non venga sopraffatta dalla bandiere rosse».