Tra i presenti, Gonzales-Palacios, Ontani, Nunzio, Lo Bianco, Lafranconi, Coen L'attenzione tanto all'antico quanto al contemporaneo. Una prosa sempre leggibilissima, sia che si trattasse dei suoi studi scientifici, sia dei numerosi articoli scritti lungo tutta una carriera. Accademico, ovviamente (dal 1965, prima a Genova, poi a Siena e infine, dal 1983, nella sua Roma, dove per un decennio ricoprì la cattedra al Magistero, poi Roma Tre), ma soprattutto protagonista in prima persona e in perenne militanza della cultura italiana, autore di attribuzioni celebri e di ricerche e monografie entrate nel «gotha» internazionale della disciplina. In breve, un grande storico dell'arte, uno dei non pochi nomi di livello internazionale che l'Italia abbia prodotto nel Novecento: e a Giuliano Briganti (1918-1992) è dedicata la giornata di studio promossa dopodomani dal dipartimento di Studi Umanistici di Roma Tre, ateneo dove Briganti insegnò Storia dell'Arte Moderna e che a più di dieci anni dalla scomparsa vuole ricordarne da figura di grande conoscitore e intellettuale, animato al contempo da competenze storico-artistiche e passione civile, qualità che lo hanno reso interprete ineguagliato dei dibattiti sulla cultura italiana in un lungo arco cronologico, dall'immediato dopoguerra fino agli anni Novanta». Il convegno si svolge a Palazzo Barberini a partire dalle 1o.3o (via delle Quattro Fontane 13), nel Salone di Pietro da Cortona, proprio sotto gli affreschi di uno degli artisti cui lo studioso aveva dedicato un'importantissima monografia (1962, Pietro da Cortona o della pittura barocca). A riflettere sul ruolo cardine di Briganti laurea con Pietro Toesca nel 1940, esordio da critico sul mensile «La Ruota», poi allievo e stretto collaboratore di Roberto Longhi, Carlo Ludovico Ragghianti colleghi, amici e allievi, che analizzeranno i diversi ambiti di ricerca e di interesse di Briganti. Due le testimonianze d'autore per documentare l'interesse dello storico dell'arte anche in ambito contemporaneo, con la partecipazione di Luigi Ontani e dello scultore Nunzio. Oltre ai due artisti, dopo i saluti di Mario De Nonno, direttore del dipartimento di Studi Umanistici, e di Liliana Barroero, coordinatrice del dottorato in conservazione dell'oggetto d'arte e di architettura, parteciperanno alla giornata, dalle ore u a eseguire, Alvar Gonzalez-Palacios (Giuliano Briganti e le opere d'arte); Anna Lo Bianco (Pietro da Cortona), Evelina Borea (Giuliano e Bellori), Ludovica Trezzani (Cinquant'anni di studi sul Palazzo del Quirinale: scoperte, conferme, novità), Matteo Lafranconi (Gli studi sul manierismo), Bruno Toscano (L'ecfrasis di Giuliano). Pausa tra le 13 e le 14.30 e ripresa dei lavori dalle 14.30 con gli interventi di: Laura Laureati (Giuliano Briganti: uno storico dell'arte prestato al giornalismo), Valentina Russo («Grigie sono le teorie, verde l'albero della vita»: Giuliano Briganti sull'arte povera), Barbara Cinelli (Uno sguardo rinnovato per le immagini della pittura) ed Ester Coen (Giuliano e gli enigmi metafisici).
Giuliano Briganti tra arte e vita. Dopodomani una giornata di studi a Palazzo Barberini
La giornata di studio promossa dal dipartimento di Studi Umanistici di Roma Tre è dedicata a Giuliano Briganti (1918-1992), un grande storico dell'arte e intellettuale italiano. Briganti è stato un autore di attribuzioni celebri e di ricerche e monografie entrate nel gotha internazionale della disciplina. Il convegno si svolge a Palazzo Barberini e comprende interventi di studiosi e artisti, tra cui Luigi Ontani, Nunzio, Mario De Nonno e Liliana Barroero. I temi trattati includono gli studi di Briganti su Pietro da Cortona, l'arte povera e la pittura.
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