Roberto Turetta Pd, presidente consiglio comunale Venezia Si stanno compiendo tutti gli atti previsti dalla legge contemplati nei processi partecipativi e regolamentati nella nostra Amministrazione È importante non avere troppa fretta a incamerare risorse per il bilancio, con il rischio di creare l'ennesima incompiuta, destinata a non essere mai ultimata Credo che al Comune di Venezia debba interessare che il Palais Lumière venga realizzato bene. E, mi scuso, ritengo necessario mettere in chiaro alcuni concetti ovvii ma, forse, alla luce di alcuni interventi riportati dagli organi di stampa, non pleonastici. Incassare soldi per le aree e per gli oneri di urbanizzazione per un'incompiuta equivarrebbe a una sconfitta. Partendo da questa considerazione, si fa fatica a capire la ratio con cui, anche in questi giorni, viene riportato il dibattito sui media relativamente all'operazione promossa da Pierre Cardin. L'amministrazione comunale, a conferma di quanto deliberato dal consiglio comunale lo scorso 23 luglio a larghissima maggioranza, ha pubblicato il 28 dicembre l'avviso (on line sul sito istituzionale dallo stesso giorno) sull'accordo di programma, ai sensi dell'articolo 32 della legge regionale 352011 tra Regione Veneto, Comune di Venezia e Concept Creatif Pierre Cardin Spa, denominato Palais Lumière. L'accordo di programma e i relativi atti sono depositati sia presso gli uffici comunali di Urbanistica di viale Ancona 59 (cosiddetta ex Carbonifera) sia nel centro servizi della Provincia in via Forte Marghera. Chi vuole può presentare osservazioni entro il 28 gennaio. Coerentemente si stanno compiendo gli atti, previsti dalla legge e contemplati nei processi partecipativi e regolamentati anche nella nostra amministrazione comunale: il dovere di un ente locale è, e resta infatti, quello di garantire lo sviluppo e la vivibilità del proprio territorio, dando la possibilità alle opportunità che vengono a crearsi, di concretizzarsi, nel pieno rispetto delle regole. Il Palais Lumière non è assolutamente la panacea strutturale del bilancio del Comune di Venezia: il Palais Lumière è fondamentalmente una potenziale opportunità per ridisegnare e dare la "sveglia" a Mestre, Marghera e all'intero sistema infrastrutturale a cavallo e a sud della ferrovia, un'opportunità di enorme traino per la città e per i suoi cittadini. Qualora Concept Creatif Pierre Cardin Spa, ovvero il soggetto promotore, rispondesse alle condizioni poste dalla conferenza dei servizi e cominciasse ad acquisire le aree e - successivamente - a versare, come impone la legge italiana, gli oneri di urbanizzazione, in quel caso - e solo in quella annualità - ci sarà la conseguente entrata inserita nel bilancio del Comune di Venezia. Non è la fine del mondo se ciò non è avvenuto nel 2012. Prima ciò avviene e prima entra in movimento la macchina organizzativa e realizzativa. E prima quest'opera potrà diventare da potenziale opportunità a volano di trasformazione per la nostra città. È importante, quindi, non avere troppa fretta e non limitarsi a introitare risorse che avrebbero risolto un problema legato al bilancio comunale dell'anno in corso per crearne, però, un altro cioè l'ennesima incompiuta destinata a non essere ultimata per mancanza di risorse o, peggio ancora, per non avere tutti i requisiti necessari in ordine. Sono convinto che, se saranno usate con saggezza e accortezza le prossime settimane, al momento del bisogno, il consiglio comunale farà la sua parte con senso di responsabilità, come sempre, d'altronde. L'importante è che nessuno perda la testa o metta in discussione quanto concordato e sancito con atti formali e quanto previsto dalla legge. Se così non fosse, sarebbe meglio per tutti scoprirlo subito e possibilmente non dalle colonne di un giornale o da un servizio televisivo... ma da atti veri, perché le amministrazioni pubbliche e i soggetti con cui esse devono interagire per piani di recupero e accordi di programma si "parlano" con quelli, di solito e di norma. Il Palais Lumière, se veramente lo vogliamo, alla città serve solo realizzato nella sua interezza con tutti gli annessi e connessi fatti per bene: l'incasso di vendite di aree e la riscossione del pagamento di oneri di fronte a un'incompiuta costituirebbero la sconfitta della città e, in proporzione, il sollievo di pochissimi soggetti. E non ne varrebbe assolutamente la pena.