PISA La Torre divide i pisani. Da una parte l'Opera della Primaziale, «proprietaria» dei monumenti della piazza del Duomo e che da secoli li gestisce, dall'altra il consiglio comunale, in rappresentanza dell'intera città. Nel mezzo il sindaco Paolo Fontanelli che in un primo momento non ha ostacolato l'installazione di cancellate per proteggere campanile, cattedrale e battistero da eventuali atti terroristici, ma che poi si è trovato a fronteggiare le ire degli abitanti, che hanno sempre considerato quello della massima piazza cittadina come uno spazio libero e pubblico. Così è scoppiata la «grana», finita prima sulle pagine dei giornali e poi in consiglio comunale, dove, fatto più unico che raro, tutti i partiti hanno votato contro le cancellate, chiedendo che queste vengano sostituite con barriere retrattili nel sottosuolo, e quindi invisibili, da usare solo in casi di emergenza. E tutti insistono perché venga lasciato giorno e notte almeno un passaggio pedonale e ciclabile. Qualche giorno prima era stata An ad alzare la voce, sostenendo che quei cancelli altro non erano che il tentativo di introdurre un biglietto per l'ingresso alla piazza. L'idea di mettere in gabbia la torre più famosa del mondo non è nata a Pisa. L'allarme è arrivato qualche mese fa dal Viminale, preoccupato che proprio la Torre pendente potesse essere minacciata da un attacco terroristico. Per la verità non e la prima volta che si grida «al lupo, al lupo». Subito dopo l'attentato dei Georgofili a Firenze, circolò la voce che il secondo obiettivo sarebbe stata proprio piazza dei Miracoli. Da allora si cominciò a proteggerla con transenne mobili, di quelle normalmente usate nei cantieri, e nessuno si era mai lamentalo. Ma una cosa sono strutture che, per quanto orribili, possono essere eliminate in qualsiasi momento. Un'altra è una cancellata fissa, piantata nel terreno, che proprio in quanto inamovibile cozza con il significato storico di una piazza costruita aperta per tutti i cittadini. L'Opera della Primaziale, vuoi di fronte alla minaccia del terrorismo e alle sollecitazione romane, vuoi per eliminare le brutte transenne e magari diminuire un po' anche il personale, ha acconsentito ai cancelli: E così hanno fatto tutti i partecipanti del Comitato per l'ordine pubblico, amministrazione comunale compresa. Ora il progetto è pronto e «cantierabile», con tutti i permessi firmati e controfirmati. Manca solo di cominciare a lavorare. Ma la città è in fermento. «E' ridicolo pensare che dei cancelli possano fermare i terroristi», avevano detto il direttore della Scuola Normale, Salvatore Settis, e il presidente della commissione che ha salvato la Torre, l'ingegner Michele Jamiolkowski. Ora anche il consiglio comunale trova il provvedimento inaccettabile e inadegualo. E chiede al sindaco di evitare un nuovo «muro di Berlino». Fontanelli preso tra due fuochi, ha già fatto sapere che il passaggio dei pedoni e delle bici non dovrà essere impedito. L'Opera della Primaziale ha ribadito di essere in possesso di tutti i permessi e ha minacciato di chiudere l'intera area monumentale 24 ore su 24 con le orrende transenne, dal momento che non è più in grado di metterle la sera e toglierle la mattina come ha fatto finora. Uno a uno. E la battaglia non è ancora finita.