E la Fondazione annunciata in estate dopo 5 mesi resta ancora un sogno Anno nuovo vita vecchia per la reggia di Carditello. Fra meno di due settimane un'altra battuta d'asta mentre per la nascita della Fondazione è ancora tutto da fare. Il 17 gennaio si partirà da 11 milioni e 200 mila euro. Sull'esito dell'asta sono in molti a voler sfidare la sorte. «Vorrei proprio che si facesse avanti qualche compratore - aveva tuonato il sindaco di San Tammaro, Emiddio Cimmino - per vedere chi eserciterà il diritto di prelazione». Diritto promesso dal ministro Lorenzo Ornaghi e confermato dal presidente della Regione, Stefano Cal-doro. Intanto il primo appuntamento del 2013 è saltato. Nei progetti di Agenda 21, il coordinamento di associazioni pro Carditello, la nascita della Fondazione, che si sarebbe dovuta occupare non solo dell'acquisto ma anche della gestione del bene, doveva avvenire prima dell'asta. La Fondazione aveva avuto in Palazzo Santa Lucia il sostenitore numero uno. Era agosto quando a margine dell'approvazione della variazione di bilancio da parte del Consiglio regionale furono stanziati, per la sua costituzione, 50 mila euro. «Ci sono stati ritardi e negligenze sulla questione Carditello - disse allora Nicola Caputo, consigliere regionale Pd e Presidente della Commissione Trasparenza - ma ora registriamo un primo risultato positivo. Un risultato che si deve tradurre in fatti concreti, operando immediatamente per la costituzione della Fondazione». Era estate, l'autunno ci ha lasciati e l'inverno gela. Anche i buoni propositi. «Sarebbe utile - spiega Daniela Nugnes, assessora per l'agricoltura della Regione in carica da ottobre - utilizzare una delle Fondazioni già esistenti. Questo snellirebbe i tempi di intervento e farebbe meglio utilizzare le risorse pubbliche stanziate». Le carte dunque si rimescolano. «Attendiamo da tempo - ha detto Raffaele Zito, presidente di Agenda 21 - che venga convocato un tavolo operativo tra i sette attori della costituente Fondazione. Il tempo passa inesorabilmente e si perdono occasioni». La Fondazione partecipata per Carditello annovera nel suo progetto iniziale sette soci fondatori: Regione Campania, Provincia di Caserta, Comune di San Tammaro, Consorzio di bonifica, Agenda 21, Camera di Commercio, Cup (Ordini professionali). Questi ultimi, però, stanno lavorando alla stesura dello Statuto in maniera più «autonoma». «Più della metà degli ordini provinciali - spiega Domenico De Cristofaro, presidente dell'ordine degli architetti - ha approvato la bozza di Statuto per la costituzione della Fondazione. Attendiamo ancora un po' di tempo fiduciosi di poter acquisire la disponibilità di tutti. Non abbiamo nessun tipo di remora nei confronti delle associazioni e siamo aperti alla partecipazione di tutti». In questa vicenda c'è un surplus di genitorialità. Ognuno rivendica a sé la primogenitura. Certo il momento storico che salta alla mente è quello che precedette la Rivoluzione francese. Ricordate? Furono convocati gli Stati generali. C'era chi voleva votare per teste e chi per Stati. Non si misero d'accordo. Il seguito lo conosciamo. Se gli ordini si presentano come Cup sono solo uno dei sette soci fondatori, se vanno autonomamente come singoli ordini diventano molti, troppi probabilmente. Gli equilibri si romperebbero e il già difficile travaglio rischierebbe di far nascere una creatura morta. Ma l'anno è appena cominciato.