Moraglia: «C'è il rischio che si perda di vista la funzione originale» VENEZIA. No alle chiese-museo e allo sfruttamento in termini economici dei beni ecclesiastici. Il Patriarca di Venezia Francesco Moraglia, in visita al carcere femminile della Giudecca in occasione della festività dell'Epifania, ha ribadito il suo desiderio che nelle chiese prevalga la funzione sacra su quella museale. «Il mio pensiero è chiaro ed è scritto ha affermato ieri Moraglia e prima di scriverlo l'ho meditato». Nella prefazione del calendario liturgico diocesano, distribuito alle parrocchie, ha sollecitato i parroci e i fedeli a riscoprire la vera sacralità dell'azione liturgica. Il Patriarca si richiama alla Costituzione Sacrosanctum Concilium (1963) e spiega come ci si trovi talvolta agli antipodi dell'uso degli spazi sacri per fini diversi da quelli per cui sono stati progettati e costruiti: «Talune proposte che inizialmente si presentano in termini catechistici e culturali, alla fine sembrano rispondere ad altre logiche». «È essenziale ha sostenuto il vescovo che ogni uso differente da quello liturgico sia regolamentato e comunque si svolga sotto la guida dei competenti organi e uffici diocesani. Anche senza esplicita volontà, è facile usufruire in maniera non consona di spazi liturgici destinandoli ad un uso improprio per cui non sono stati pensati, progettati e costruiti. Il rischio, non sempre presente a tutti, è che una mentalità funzionalistica si affermi in seno alla stessa comunità dei credenti e alle sue guide; l'uso improprio degli spazi sacri, soprattutto quando istituzionalizzato, facilità l'instaurarsi di tale mentalità. In tal modo, smarrita, per esempio, la capacità di percepire il linguaggio del simbolo, ci si interroga sull'uso di un edificio sacro: "ma... cosa ne posso fare?", "che cosa ne posso ricavare?", e "cosa ci guadagno?". Non di rado succede che la mentalità funzionalistica si trasformi in mentalità imprenditoriale; fronteggiare tale tendenza e soprattutto recuperare il senso del sacro, del mistero e dell'adorazione è essenziale». A Venezia esiste dal 1997 Chorus, l'associazione per le chiese del patriarcato di Venezia - 25 occupati, incasso un milione di euro l'anno - coordina le visite turistiche a pagamento per le sedici chiese inserite in un circuito (3 euro per una chiesa, 10 euro per il pass per tutte, validità un anno), garantendo l'apertura e la guardiania dei luoghi sacri. L'ingresso è gratuito per i veneziani e per chi dichiara di voler entrare solo per pregare. L'associazione non è per nulla preoccupata dalle dichiarazioni del Patriarca: il lavoro va benissimo, spiega, e continuerà senza problemi.
Venezia. No alle chiese-museo. Il patriarca contro i ticket
Il Patriarca di Venezia Francesco Moraglia ha ribadito il desiderio che nelle chiese prevalga la funzione sacra su quella museale. Ha sollecitato i parroci e i fedeli a riscoprire la vera sacralità dell'azione liturgica e ha sostenuto che ogni uso differente da quello liturgico sia regolamentato. Moraglia ha anche sollevato il rischio che la mentalità funzionalistica si affermi in seno alla comunità dei credenti e alle sue guide, portando a smarrire la capacità di percepire il linguaggio del simbolo. L'associazione Chorus, che coordina le visite turistiche a pagamento per le chiese del patriarcato di Venezia, non è preoccupata dalle dichiarazioni del Patriarca.
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