Il sito di epoca bizantina è sconosciuto e invaso dalle sterpaglie: «Diventi un'area protetta» Sulla carta la zona sud del quartiere di Monte Po rappresenta un sito archeologico di grande importanza per tutta la città. Una testimonianza bizantina, antica di secoli, ai piedi dell'Etna. Peccato che quest'area, alla maggior parte dei catanesi, risulti essere totalmente sconosciuta e oggi l'intera zona sia completamente inghiottita da una giungla di sterpaglie. «Si tratta di opere del passato che hanno un valore storico importantissimo - afferma il presidente della Municipalità Nesima-Monte Po, Gianni Fodale - dall'acquedotto di epoca romana ai bunker della seconda guerra mondiale, passando per le masserie borboniche e la basilica bizantina: in pochi ettari di terreno è racchiuso oltre un millennio di storia. Negli ultimi dieci anni, tra mozioni, sedute itineranti e sopralluoghi, il Consiglio si è battuto per chiedere la rivalutazione di quello che, a tutti gli effetti, può essere considerato un museo a cielo aperto. Sfortunatamente - prosegue Fodale - non abbiamo mai avuto alcuna risposta dall'amministrazione comunale e, nel frattempo, la situazione non fa che peggiorare». Gli scavi nei pressi del nuovo ospedale Garibaldi, avviati dalla Sovraintendenza ai Beni Culturali oltre vent'anni fa, furono interrotti quasi subito per mancanza di fondi. Da allora per la basilica bizantina è cominciata una parabola discendente che l'ha portata a diventare una discarica abusiva. Oggi la zona è protetta da una piccola recinzione, ma l'amarezza tra gli abitanti di Monte Po resta ancora viva per dei reperti archeologici che possono essere ammirati, erbacce permettendo, solo dai balconi delle palazzine circostanti. «In tutto il quartiere c'è molto rammarico per le condizioni di totale abbandono in cui viene lasciata la chiesa bizantina - dice Concetto Finocchiaro, abitante di largo Favara - in tutto il mondo la gente ci invidia il nostro patrimonio architettonico e culturale. Eppure noi buttiamo alle ortiche un tesoro prezioso». La proposta del Consiglio della II municipalità è quella di trasformare la zona in un'area paesaggistica protetta che possa attirare visitatori e amanti della natura e della storia. Qui, a pochi passi dal campo sportivo di Monte Po, ci sono tante testimonianze del passato di Catania che ufficialmente non compaiono in nessuna cartina o guida turistica. Posta sulla collina di Monte Po, nei pressi della scuola «Sturzo» ed a poca distanza dal tratto di circonvallazione che unisce Catania con Misterbianco, la chiesa sta letteralmente scomparendo. La preoccupazione del Consiglio di quartiere è che il piano di recupero dell'intero sito archeologico venga definitivamente lasciato nel dimenticatoio. «Si tratta di una struttura che dovrebbe essere tutelata dalle istituzioni competenti - è sempre Fodale a parlare - Ma c'è di più: questa zona la sera è quasi completamente al buio per cui viene evitata da tanta gente, che teme di fare brutti incontri. Realizzare un piccolo percorso storico per i turisti servirebbe a rivalutare l'intero quartiere, creando un circolo economico virtuoso per la locale imprenditoria». Damiano Scala 07012013
SICILIA - Un'area archeologica abbandonata Monte Po.
Il sito archeologico di Monte Po, a Catania, è stato invaso dalle sterpaglie e non è più visibile. La zona, che contiene testimonianze del passato, come l'acquedotto romano, i bunker della seconda guerra mondiale e la basilica bizantina, è stata trascurata dalla municipalità. Il Consiglio della II municipalità ha proposto di trasformare la zona in un'area paesaggistica protetta per attirare visitatori e amanti della natura e della storia. Tuttavia, il piano di recupero dell'intero sito archeologico è stato lasciato nel dimenticatoio. La zona è anche poco illuminata la sera, il che la rende evitata da tanta gente.
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