Un ambasciatore della Sicilia nel mondo. Il satiro danzante dopo aver soggiornato per qualche mese alla Camera dei Deputati, prima di tornare a Mazara, adesso è in esposizione nella sala del museo nazionale Hyokei-Ken, dove resterà per tre settimane per poi essere trasferito all'Expo nazionale di Aichi, con i suoi 15 milioni di visitatori attesi. La speranza è che il bronzo, con la sua bellezza mozzafiato, porti migliaia, forse milioni, di giapponesi a visitare la nostra Isola. Questa l'attesa che ha portato ad una avventura, che certo altrimenti non avrebbe grande senso. Sì, è vero che vi sarà anche una quota del 30 del business che rappresenta il viaggio del satiro, gadget, biglietti di ingresso, che sarà girato alla Regione, che dovrebbe poi girarlo a Mazara del Vallo, come afferma il sindaco della cittadina Giorgio Magaddino. Ma forse tale importo non riuscirà a coprire nemmeno i costi complessivi, a carico della Regione, che tale trasferta ha comportato. Simbolo dell'arte del vivere italiano, come dice lo slogan del ministero dei Beni Culturali, dovrebbe rappresentare una operazione di immagine importante per l'Italia e per la nostra terra. In una visione di nazione unita tali operazioni hanno un senso condivisibile. Ma quando la sensazione è che si fanno i conti della serva quando c'è da portare risorse nel Mezzogiorno, con accuse di sprechi e di cattivo utilizzo, spesso legittime, allora guardare un po' di più a ciò che ci conviene non è male. Nella consapevolezza profonda che certo le altre regioni non ci fanno sconti. Forse bisogna cominciare a pensare che sia necessaria una forma di autodifesa maggiore che altri, invece, hanno. Provate a chiedere a Firenze di portare il David di Michelangelo in giro per il mondo. La risposta potrebbe essere al limite del garbo. Anche se, in verità, episodi di trasferimenti importanti in passato ve ne sono stati. Uno per tutti la trasferta della Pietà a New York. Tali riflessioni perché il rischio che l'operazione invece diventi una di quelle a perdere è alto, ed episodi nei quali il ministero ha solo preso ve ne sono tanti. Uno per tutti quello dei bronzi di Riace. Due opere che meriterebbero una grande attenzione sono state conosciute solo perché rimaste esposte, dopo il restauro, per qualche mese a Firenze e poi sepolte e dimenticate nel museo di Reggio Calabria. Nessuna operazione di rilancio, nessun evento speciale organizzato in loco, nessuna mostra di quelle che diventano un must per gli amanti dell'arte del mondo, attorno ai due giganti di bronzo. Ed il rischio che tale canovaccio venga ripetuto per il satiro è grande. Le tante opere che per un dono della storia sono in Sicilia devono diventare anche moneta di scambio per ottenere quei grandi eventi che portino visitatori o turisti, ma certamente business e risorse per le nostre aziende turistiche e per tutte le attività connesse. Una gestione un po' più da ragionieri del nostro patrimonio non sarebbe sbagliata. Senza quella generosità che ci contraddistingue. Anche perché essendo poveri, la metà del reddito procapite del centro nord, è bene che qualche conto lo cominciamo a fare. Gli altri con il federalismo i conti li fanno molto attentamente. Noi tra le tante regalie che facciamo prepariamo i nostri giovani per regalarli, quando sono in fase produttiva, alle altre regioni. Consentiamo come Sud con la mancanza di emissioni la firma del protocollo di Kyoto. E state certi che quando si parla di destinazione di risorse ognuno sostiene che vanno destinate a chi li produce. E tutti questi fattori non vengono messi certamente in conto.
L'operazione satiro in Giappone, grande business e grandi rischi
Un bronzo del satiro danzante, proveniente dalla Sicilia, è stato esposto al museo nazionale Hyokei-Ken in Giappone per tre settimane. Dopo la sua esposizione, sarà trasferito all'Expo nazionale di Aichi. L'ambasciatore della Sicilia nel mondo spera che il bronzo attiri migliaia di visitatori giapponesi. Tuttavia, ci sono dubbi sulla gestione economica di tale operazione, con una quota del 30% del business che rappresenta il viaggio del satiro che sarà girato alla Regione e poi alla città di Mazara del Vallo. Alcuni sostengono che tale operazione potrebbe essere un esempio di spreco, considerando i costi complessivi e la mancanza di risorse per il Mezzogiorno.
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