In attesa di fondi. All'interno anche un mosaico. Crocetta invia ispettori e, forse, fondi per il recupero Gela. I resti di un complesso termale di età greca sono affiorati in via Ettore Romagnoli al quartiere Caposoprano durante i lavori di costruzione di un gruppo di villette. Il piano costruttivo è stato approvato dal consiglio comunale ma il cantiere, fin dal primo giorno di apertura, è stato controllato dalla Soprintendenza di Caltanissetta poiché in quella zona in passato si sono effettuate scoperte di abitazioni di età ellenistica. Era insomma la zona delle case di villeggiatura in età greca fino all' età romana. Fin dai primi scavi per le fondazioni delle villette sono affiorati i resti di muri riferibili ad abitazioni ellenistiche ed anche alcune sepolture. Andando avanti con l'indagine archeologica (mentre nelle zone non interessate da particolari scoperte si continuava la costruzione delle villette) il personale della Soprintendenza ha portato alla luce un ambiente semicircolare con uno splendido mosaico come pavimento che rappresenta una donna che danza ed altri due ambienti riferibili tutti ad un complesso termale. Lo scavo è stato ricoperto in attesa di fondi per approfondirlo. Ma sul posto, due notti fa, sono arrivati i tombaroli che hanno usato il metal detector, hanno fatto vari buchi sul terreno e danneggiato parte dei muri ellenistici rinvenuti in quell'area. Il Soprintendente di Caltanissetta, Salvatore Gueli, ha presentato denuncia ai Carabinieri e chiesto un maggiore controllo dell'area, a protezione della nuova scoperta archeologica. Del caso è stato informato l'assessorato regionale ai Beni culturali e ne è venuto a conoscenza anche il presidente Crocetta che ha disposto un'ispezione per avere contezza dell'entità della scoperta e di ciò che va fatto per tutelarla ed approfondire l'indagine. E' questo il secondo complesso termale che affiora a Gela. Uno, ma senza mosaici, di età greca si trova in via Europa, poco distante da via Romagnoli, e fu scoperto alla metà del secolo scorso dall'archeologo Pietro Orlandini. Nell'ultimo anno e mezzo in via Romagnoli, in concomitanza con scavi per nuove abitazioni, sono state effettuate scoperte rilevanti quali i resti di una casa ellenistica con le canalette dell'acqua dell'epoca, un deposito di anfore da trasporto di tipo greco italico (IV- III sec. a. C.) ed i muri di un'abitazione del IV - III sec. a. C. Ed ancora tante monete, anfore e vasellame di uso comune. Una miniera archeologica. Un particolare importante è che le belle ville di via Romagnoli avevano in età greca un'efficiente rete idrica fatta di canalette destinate a convogliare e irreggimentare il flusso delle acque. Reti idriche ne sono state individuate almeno due, formate da serie di coppi in terracotta o da serie alternate di coppi e di tegoli a sezione poligonale, in quest'ultimo caso probabilmente con lo scopo di creare salti di quota atti a facilitare lo scorrimento delle acque. Dotate di adeguate pendenze, affiancate da sistemi di protezione e talora caratterizzate da innesti e derivazioni secondarie, le canalette denotano in questi nuovi quartieri una crescente attenzione per le infrastrutture utilitarie e per una più efficace gestione delle risorse idriche che dovevano sin d'allora abbondare nell'area, come sembra confermare la diffusa presenza all'intorno di pozzi e cisterne ancora in uso in età contemporanea. 06012013
SICILIA - Gela, i tombaroli scoprono lo scavo segreto e nascosto
A Gela, durante i lavori di costruzione di un gruppo di villette in via Ettore Romagnoli, sono stati scoperti i resti di un complesso termale di età greca. I resti sono stati rilevati da un team di ispettori e, forse, fondi saranno assegnati per il recupero della zona. Il complesso termale era dotato di un mosaico rappresentante una donna che danza e altri ambienti. Tuttavia, due notti fa, sono arrivati i tombaroli che hanno danneggiato parte dei muri ellenistici. Il Soprintendente di Caltanissetta ha presentato denuncia ai Carabinieri e ha richiesto un maggiore controllo dell'area.
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