Il progetto. I rappresentanti di «Ingegnicultura» a Matera per carpire i segreti dell'esperienza lucana Incatasciato: «Vogliamo esportare anche nella nostra città la conservazione degli spazi rupestri» Adriana Occhipinti IngegniCultura, impegnata ad approfondire la tematica di albergo e museo diffuso per proporne una possibile attuazione nel territorio di Modica, durante queste vacanze natalizie con il suo presidente Mario Incatasciato è stata in visita ai "Sassi di Matera". E' proprio nella città lucana che si esprime il massimo di questa esperienza abitativa e museale. «Le Grotte della Civita di Matera e l'albergo diffuso di Santo Stefano di Sessanio, brand Sextantio, rappresentano il top della nuova proposta turistica nel territorio nazionale. - dice Mario Incatasciato - Visitando queste antiche abitazioni collocate nella Civita, la parte più antica dei Sassi ad estrema caratterizzazione rupestre, si coglie una progettualità mirata alla scelta di una conservazione integrale degli spazi originari e delle tracce del loro uso promiscuo nella successione dei tempi, dall'uso religioso e rituale alle tracce della sussistenza agricola e pastorale. Il progetto realizzato da Sextantio, al di là delle considerazioni metodologiche e intellettualistiche, ha permesso di rendere giustizia alla primordiale essenza materica della pietra e della caverna tramite scelte, anche estreme, di conservazione degli spazi originari. Non meno interessante si è rivelata la visita alla Corte San Pietro, altra proposta di albergo diffuso con l'utilizzo abitativo anche di antiche cisterne». L'associazione IngegniCultura di Modica da tempo lavora, per la città della Contea al progetto del Museo diffuso o ecomuseo che interviene sullo spazio di una comunità, nel suo divenire storico, proponendo "come oggetti del museo" non solo gli oggetti della vita quotidiana ma anche i paesaggi, l'architettura, il saper fare, le testimonianze orali della tradizione. La portata innovativa del concetto ne ha inevitabilmente determinato la conoscenza ben oltre l'ambito propriamente museale. L'ecomuseo si occupa anche della promozione di attività didattiche e di ricerca grazie al coinvolgimento diretto della popolazione e delle istituzioni locali. Può essere un territorio dai confini incerti ed appartiene alla comunità che ci vive. Un ecomuseo non sottrae beni culturali ai luoghi dove sono stati creati, ma si propone come uno strumento di riappropriazione del proprio patrimonio culturale da parte della collettività. Di fatto "un patto" con il quale la comunità si prende cura di un territorio. Se il Museo nasce per raccontare la storia di un territorio e di un popolo attraverso le sue testimonianze materiali, il Museo diffuso porta il visitatore là dove quella storia si materializza in tracce che incidono anche sul paesaggio. L'Eco Museo intende portare il visitatore nei luoghi e nei siti che ne documentano lo svolgimento storico, i valori culturali, gli aspetti artistici. Come in un percorso museale, diverse sono le opzioni di ordinamento delle informazioni e varie le opzioni di fruizione: percorsi geografici, tematici, cronologici, ARCHEOLOGICI, architettonici, enogastronomici. 05012013