LA VIA Appia patrimonio dell'umanità, sito protetto e riconosciuto dall'Unesco, l'Organizzazione delle Nazioni unite che si occupa della tutela del patrimonio e della cultura mondiali ma anche tutelata da una legge nazionale fatta su misura per tenerla viva sul modello di altre strade storiche e nobili nel cuore della vecchia Europa. Sono le richieste più forti emerse nel corse della prima delle tre giornate di convegno sulla regina viarum - segno di una cultura unificante, luogo simbolo di attraversamenti - organizzato in occasione dei 50 anni di militanza civile di Italia Nostra nelle sale del Museo nazionale romano a Palazzo Massimo. La richiesta di ascrivere la strada che univa (e unisce, sia pure a brani) Roma e Brindisi è stata formulata a più voci, a cominciare da quella del sottosegretario ai Beni culturali, Nicola Bona nell'intervento di apertura del convegno fino a quella di Roberto Morassut, assessore all'Urbanistica del Comune. Che non si possa ragionare in termini "localistici" o "romano-centrici" è opinione comune degli intervenuti da Carlo Ripa di Meana a Willer Bordon e Italia Nostra ha rilanciato l'idea, e la necessità, di una legge nazionale per renderla patrimonio culturale vivo: «Soltanto una piccola parte dell'antico asse viario è adeguatamente conservata - ha ricordato Desideria Pasolini dall'Onda -. Una legge nazionale che individui un sistema di aree da unificare in un parco lineare permetterebbe la valorizzazione culturale di un percorso con una storia degna della via Francigena e del cammino di Santiago, gestite con ben altra attenzione». Un processo da vivere anche sul territorio ad esempio «attivando lungo l'Appia dei cantieri-scuola in cui sia possibile fare tirocinio partecipando adei campi di lavoro», come ha suggerito Annalisa Cipriani della sezione romana dell'associazione. Il passato è immenso, tanti i progetti per il futuro. Fra le urgenze segnalate, quella di cui ha scritto Adriano La Regina su Repubblica ieri, proposta raccolta da Angelo Bonelli, capogruppo verde alla Regione Lazio, che lancia una proposta di legge regionale Der inserire il Colle della Strega all'interno del parco: «L'impegno è di far approvare la proposta di legge all'inizio della prossima legislatura. È necessario proteggere l'unico polmone verde residuo tra i quartieri Colle di Mezzo e Giuliano Dalmata nel XII municipio area considerata da sempre importante corridoio biologico che deve costituire parte della rete ecologica regionale». Larga parte deÌTAppia è sotto le cure del Campidoglio: «Stiamo progettando la riconnessione del Palatino alla Valle Murcia. In questo rientralapedonalizzazio-ne di via dei Cerchi eia ripresa degli scavi al Circo Massimo - ha ricordato Morassut - E c'è anche un primo progetto che stiamo discutendo con i cittadini per la realizzazione del Parco delle Mura aureliane da Porta Metronia a via Latina». Sulla strada di un futuro migliore per l'Appia va anche ricordato come il sottosegretario Bo-no stia discutendo in questi giorni alla Camera il primo provvedimento legislativo italiano che prevede delle linee di indirizzo per individuare i siti da segnalare all'Unesco e soprattutto le successive modalità di valorizzazione: «Puntiamo ad introdurre un modo nuovo di gestione del patrimonio culturale partendo dai siti d'eccellenza iscritti nella lista mondiale». Ma il "visto" dell'Unesco, anche una volta conquistato non basta, ammonisce l'architetto Vezio De Lucia: «Sia detto senza polemica. Ma l'Appia antica haun valore a prescindere dal "bollino" delle Nazioni unite. Non può certo continuare a vivere come merita usufruendo soltanto di leggi regionali». Quella di oggi sarà ancora una giornata di interventi tecnico-politici, fra gli altri il soprintendente comunale La Rocca parla del «Contributo del Comune per il Parco archeologico», Vittoria Calzolari di «Un modello di pianificazione paesaggistica per l'Appia», Rita Paris di «Esempi di restauro archeologico e ripristino paesaggistico». Concluderanno i lavori la performance di Giuseppe Cederna nell'aula Ottagona delle Terme questa sera e, domani mattina, il saluto del ministro Urbani presso la tomba di Cecilia Metella. Info 06.45439118.
L'Appia patrimonio dell'umanità
Il convegno sulla Via Appia, patrimonio dell'umanità, ha visto emergere richieste per ascrivere la strada a patrimonio culturale nazionale. Il sottosegretario ai Beni culturali, Nicola Bona, ha espresso l'opinione che non si possa ragionare in termini "localistici" o "romano-centrici". Italia Nostra ha rilanciato l'idea di una legge nazionale per renderla patrimonio culturale vivo. La strada antica è stata parzialmente conservata, ma è necessario un sistema di aree da unificare in un parco lineare per valorizzarla culturalmente. Il passato è immenso, con tanti progetti per il futuro.
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