La sovrintendente Paolozzi Strozzi è ottimista «Ma tutto il Ducale dev'essere sostenuto». Posso dire che il Ministero si sta impegnando davvero molto a recuperare fondi per il restauro del suo più grande museo. Grazie al contributo di Cariverona sarà possibile restaurare due sale affrescate oggi utilizzate come deposito della Sovrintendenza Archeologica. Il pensiero corre all'immagine di Mantova ferita dal sisma. Un anno difficile, il 2012, anche per il patrimonio artistico. La Camera Picta, dopo i danni del terremoto, è ancora chiusa al pubblico come altre zone della reggia. A fare il punto sulla situazione di palazzo Ducale è la sovrintendente Giovanna Paolozzi Strozzi che, in questa intervista, pur ripercorrendo i momenti più problematici, anticipa anche i progetti del 2013. A partire dalla riapertura della Camera degli Sposi che potrebbe avvenire il prossimo Natale. Dopo poco tempo dal suo insediamento lei ha dovuto fare i conti con l'emergenza terremoto. Quali sono stati i problemi maggiori? «Le difficoltà incontrate sono state conseguenza della totale inesperienza riguardo un' emergenza di questo tipo. Dopo la mia nomina, avvenuta all'inizio del 2012, ho dovuto seguire continuativamente un corso alla Scuola Superiore della Pubblica Amministrazione a Bologna che non mi ha dato modo per mesi di conoscere l'organizzazione della mia sede definitiva. Quando è arrivato il terremoto ho dovuto lasciare in fretta gli studi. E' stato il buon senso a guidarmi: ho pensato subito alle persone poi a cosa poter fare. L'ufficio è stato coeso, ci siamo aiutati tutti vicendevolmente: nelle difficoltà ci si conosce meglio. E' stato un ottimo banco di prova». Cosa ha pensato in quei momenti? «Dopo la prima emergenza mi ha preoccupato molto scoprire che, a fronte dei gravi dissesti che il Ducale via via rendeva evidenti, non c'erano fondi destinati al suo recupero». Adesso la situazione in Ducale com'è? «Sono passati quasi sette mesi dal tragico evento e qui a palazzo le cose sono tornate in parte alla normalità. Il museo della reggia si è riaperto solo per metà. Lo definisco così ma siamo ancora in cerca di un nome appropriato per questa Cittadella: identificarla con Palazzo Ducale è alquanto riduttivo considerato che si parla di quattro palazzi e un castello. Questa riapertura parziale comunque ha dato visibilità a percorsi un tempo alternativi ed oggi pertinenti all'itinerario ufficiale. Sto cercando poi di aprire altre zone stupende del complesso». Come la Rustica... «Esattamente, l'Appartamento della Rustica che si affaccia tra due giardini: quello dei Semplici e la Cavallerizza. Fu costruito da Giulio Romano per volere di Federico II che ne fece una lussuosa foresteria per gli ospiti illustri: ha stucchi e affreschi di straordinaria suggestione, comprende una collezione di reperti greci di grande importanza. Nonostante questo era da quasi dieci anni inaccessibile al pubblico. Come è noto, grazie a contributi privati, si stanno mettendo a posto i soffitti dipinti. Ma non solo: grazie al sostanzioso contributo di Cariverona che, attraverso un bando, ha appoggiato un progetto dello scorso anno, sarà possibile restaurare due sale affrescate su invenzione di Giulio Romano sempre pertinenti all'appartamento e mai viste, questo perché ancora oggi sono utilizzate come deposito della Sovrintendenza Archeologica di Milano ma speriamo a breve di spostare i reperti in altra sede più opportuna». Quali sono le zone "rosse" che la preoccupano e che necessitano di maggiori interventi? «Il Castello e Corte Nuova sono ad oggi inaccessibili, tuttavia sono meno preoccupata perché il Ministero si sta impegnando molto a recuperare fondi per il restauro del suo più grande museo. Ho avuto anche l'opportunità di essere convocata, insieme alle Direzioni Regionali e ai Sovrintendenti delle tre regioni colpite dal sisma, al Consiglio Superiore del Ministero per fare il punto della situazione e suggerire le necessità post-emergenza. In questa sede in modo concorde, abbiamo richiesto continuità di finanziamenti cioè non fondi straordinari per il terremoto, spesso difficilmente gestibili e utilizzabili in tempi troppo ristretti, bensì la certezza dei fondi ordinari, secondo progetti triennali, già strumento ben rodato dal Ministero, che riescono a individuare le giuste priorità d'intervento e le portano avanti in modo mirato, senza sprechi e soprattutto con continuità». Quello dei fondi è un problema costante... «La situazione del Ducale è comunque diversa dalle altre Sovrintendenze non solo perché rappresenta il museo nazionale più grande d'Italia ma anche perché le risorse ad esso dedicate sono state inversamente proporzionali alla sua ampiezza per troppi anni. Tale limitatezza di fondi non ha reso possibile alcun tipo di manutenzione effettiva e necessaria al complesso, decretandone una sempre maggior debolezza resa evidente dagli ultimi eventi sismici. Proprio su questo punto ho cercato di fare presente che il Ducale dovrà essere sostenuto, da quest'anno in poi, non solo con fondi certi ma anche adeguati alla sua superficie, per la sua tutela e salvaguardia». Ci sono affreschi e ambienti della reggia che, se non si interviene con urgenza, rischiano di essere gravemente compromessi? «Oggi non c'è alcuna urgenza di crollo: l'emergenza è stata portata avanti per il meglio, soprattutto è stato fondamentale l'intervento finanziato dalla Direzione Regionale Bcp della Lombardia sul tamburo del campanile della Basilica di Santa Barbara, bene della Curia. Se la Direzione non avesse stanziato velocemente quella cifra per l'intervento di messa in sicurezza del campanile, probabilmente una buona parte della sagrestia e del fronte del Palazzo Ducale che si affaccia sulla piazzetta della chiesa oggi non ci sarebbero più». In questi mesi si è parlato tanto di cifre e probabili stanziamenti. Esattamente quali contributi avete ricevuto e quanti devono ancora arrivare? «Non dimenticando che i fondi post-terremoto ci hanno totalmente scavalcato e che neppure il comitato Unesco venuto un intero giorno a rendersi edotto delle problematiche del Ducale, sembra aver potuto far granché, il Ministero ha stanziato, come già detto anche in conferenza stampa, per il 2012 circa 850.000 euro e a breve dovrebbero unirsi i 400.000 euro promessi dallo stesso Ministro. Per il 2013, fuori programmazione ordinaria, dovrebbero arrivare oltre 700.000 euro. Già con i fondi 2012 è possibile recuperare tutta la torre dove ha sede la Camera degli Sposi e il percorso tradizionale per raggiungerla: questa direi che è già un'ottima notizia». Basteranno? I privati possono ancora attivarsi con donazioni? «Non credo che i privati possano arrivare a stanziare somme così ingenti ma c'è veramente voglia di aiutare il "Gigante buono" come chiamo il Ducale. E noi siamo qui per non sprecare tale generosità». La Camera degli Sposi quando riaprirà? A grandi linee quali sono i tempi per realizzare i lavori e attivare tutti i percorsi? «Penso che, con un pò di fortuna, si possa prevedere l'apertura della Camera Picta a Natale..sarebbe veramente un bel Natale per tutti noi! Comunque preferisco che ne parlino coloro che più di me entrano nel merito del recupero statico del bene: il sovrintendente Baap di Brescia architetto Andrea Alberti e il professor Paolo Faccio dell'Università Iuav di Venezia. Cercherò, appena possibile, di indire una conferenza stampa con i protagonisti di questo recupero in modo che possano dare risposte più precise agli interrogativi dei giornalisti». Al suo arrivo a Mantova, nella sua prima intervista al nostro giornale, disse che i pregi che si riconosceva erano tenacia e buona volontà. Quanto le sono state utili queste doti per affrontare un 2012 cosi difficile? E per quest'anno cosa si augura? «Le doti che lei mi ricorda sono in effetti la mia forza ma voglio aggiungere che escono fuori al meglio quando veramente credo in una cosa: altrimenti resto possibilista e anche indecisa, cerco di farmi un' idea più precisa ascoltando attentamente i consigli di altre persone e tra i tanti trovo quello che poi mi convince. Cosa mi auguro per questo 2013? Sono una persona ottimista e quindi vedo oltre il terremoto per il Ducale. Spero arrivino nuovi fondi che possano permettere il recupero di altre zone della reggia e che consentano dunque di rendere al più presto il palazzo fruibile ai tanti visitatori».
Gazzetta di Mantova
4 Gennaio 2013
✓ Entità verificate
MANTOVA Intervista a Giovanna Paoloni Strozzi Riapriremo la Camera Picta a Natale 2013
CR
Cristina del Piano
Gazzetta di Mantova
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo
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