Ultima fase della ristrutturazione. E i visitatori affollano il Castello. Il Marta, Museo archeologico nazionale di Taranto, chiude per quaranta giorni e riaprirà con l'allestimento completo del primo piano. Intanto è in fase di consegna il cantiere del secondo piano che costituisce il tassello finale del Marta. Proprio da questo livello, a conclusione dei lavori, prenderà il via il percorso storico-archeologi-co del museo tarantino in progressione cronologica fino alle sale del livello più basso. Le risorse complessive che finanziano le opere ammontano a cinque milioni, la cui fonte è il Por Puglia 2000-2006, misura 2.1. La metà è già utilizzata per il completamento del primo piano e la revisione di parte dell'esposizione. Il lavoro di ristrutturazione delle vetrine che ospitano i reperti e le testimonianze storiche richiede l'assenza del pubblico, e per questa ragione il museo chiuderà completamente dal 14 gennaio al 22 febbraio. Poi ci saranno aperture parziali, e solo dai primi di marzo le sale espositive attuali saranno di nuovo a disposizione, mentre l'intervento proseguirà settore per settore fino all'estate. Nel frattempo l'impresa Garibaldi, vincitrice dalla gara d'appalto, dovrebbe aprire il cantiere del secondo piano, allo stato attuale dotato soltanto delle opere edili. Manca del tutto la struttura museale vera e propria, da realizzare con la seconda quota di finanziamento che completerà il museo nel senso pieno del termine. La ditta, con l'ausilio della Soprintendenza, preparerà l'allestimento destinato ad accogliere il racconto completo della storia di Taranto. «Si svilupperà dal secondo al primo piano per fasce cronologiche - illustra l'architetto Augusto Ressa, della soprintendenza per i Beni archeologici e paesaggistici delle province di Lecce, Brindisi e Taranto, - partendo dal periodo preistorico e protostorico, poi la fase della colonizzazione greca con i pezzi forti dell'esposizione, il periodo romano seguito dal tardo antico e altomedievale». I pezzi forti cui fa riferimento l'architetto Ressa sono Zeus di Ugento, le testimonianze della ceramica attica, la toma dell'atleta che costituisce la massima attrazione culturale e storica del Marta, completa dello scheletro integro e delle anfore panatenaiche che venivano consegnate come premio al vincitore dei giochi. Il completamento dei lavori e del percorso museale richiederà almeno un paio di anni, periodo che si aggiunge al lunghissimo tempo richiesto per la riapertura del polo tarantino awenuta il 21 dicembre del 2007 mentre, nel frattempo, le sale del Palazzo Pantaleo, in città vecchia, ospitavano alcune parti delle collezioni custodite al Marta. Ora nelle vetrine del primo piano sono esposti i reperti della necropoli del IV e V secolo avanti Cristo, dei monumenti funerari, degli oggetti in oro ritrovati nelle tombe. Nelle sale dedicate alla Taranto del periodo romano si possono ammirare gli arredi scultorei, dai pavimenti a mosaico alle statue, mentre nei corridoi che circoscrivono il chiostro al pianterreno si trovano i quadri donati alla città dal vescovo Giuseppe Ricciardi, che illustrano la storia del museo. Nel 2012 i visitatori del Marta sono stati 38.240 con una foltissima rappresentanza straniera. La storia del museo risale al 3 aprile 1887, quando fu istituito con regio decreto, anche se l'inaugurazione effettiva avvenne nel 1905 nell'attuale sede che, fino al 1875 era utilizzata come carcere giudiziario. La raccolta archeologica si deve all'intraprendenza di Luigi Viola, uno dei nomi più illustri di Taranto. Il museo, con tutta la sua storia e i suoi reperti, di recente ha ceduto il passo, per numero di visitatori, al Castello aragonese della Marina militare, con il quale costituisce un asse culturale importante e non scindibile. Il sito archeologico della Marina, anche perla sua gratuità, è il più visitato. Nel 2012 ha contato 72.587, persone delle quali solo 30.993 provenienti da Taranto e dalla sua provincia. Per la maggior parte, 34.673 visitatori, si tratta di appassionati in arrivo dal resto d'Italia e ben 6921 sono stati gli stranieri. Da un anno all'altro la frequenza è cresciuta di circa il 25 per cento, nel 2011 i visitatori furono 58.144. Dal 2005, l'anno dell'apertura al pubblico, le sale, i corridoi, le feritoie del Castello aragonese sono stati meta di 255.617 persone.