L'elogio II presidente visita la mostra sulle chiese degradate della città ed elogia l'opera di recupero. «Mamma mia che devastazione... E nel contempo che cose magnifiche in questo luogo ricco di storia, di arte, di cultura». A coloro che hanno avuto il privilegio di fargli compagnia, illustrandogli quanto si sta facendo al complesso monumentale di Girolamini, Giorgio Napolitano - che si è trattenuto per circa un'ora e mezza - ha espresso più che un auspicio, la certezza che lavorando con impegno e professionalità come si sta facendo, sia la Biblioteca che la Pinacoteca, e la stessa Chiesa torneranno a vivere giorni di splendore, regalando ai responsabili dei progetti di restauro parole di sostegno accolte con grande soddisfazione. Visita privata. Il Capo dello Stato e sua moglie Clio sono stati accolti dal procuratore aggiunto Giovanni Melillo (la Biblioteca, come è noto, è sotto sequestro), dal direttore regionale per i Beni culturali Gregorio Angelini, dal direttore generale del ministero per i Beni librari e le Biblioteche, gli istituti di cultura e il dirimo d'autore, Rossana Rummo, dai soprintendenti ai Beni ambientali e architettonici, Giorgio Cozzolino (con Nicoletta Ricciardelli, responsabile per la Soprintendenza di Palazzo Reale del progetto di recupero architettonico dell'intero complesso), e ai Beni artistici, storici ed etnoantropologici, e al Polo museale di Napoli, Fabrizio Vona, dal direttore della Biblioteca Nazionale, Mauro Giancaspro, custode giudiziario della Biblioteca dei Girolamini dopo lo scandalo del trafugamento dei preziosi volumi antichi, e Umberto Bile, conservatore Il progetto del soprintendente illustrato al capo dello Stato «La cultura risorsa per Napoli» perla parte storico-artistica. Napolitano ha visitato la Biblioteca, ha ascoltato quanto gli veniva detto sottolineando alcuni passaggi ora con riprovazione («Che devastazione...»), ora con apprezzamento per la bellezza, la ricchezza di quanto è per fortuna tuttora presente nell'antico complesso dei frati filippini. Il Presidente si è detto stupefatto per la «rara bellezza» della sala intitolata a Giambattista Vico, ha visitato la sala Ferrara. Napolitano ha quindi visitato i due chiostri, intrattenendosi, lungo gli ambulacri del chiostro grande, quello dell'Aranceto ad ammirare la mostra di Massimo Listri, dodici testimonianze dello stato di degrado, di rovina, e di abbandono, di altrettante chiese di Napoli: anche qui il Capo dello Stato ha avuto espressioni quasi di dolore, anche in questo caso però volgendo le sensazioni al positivo, esprimendo fiducia per la soluzione dei problemi, secondo quanto gli illustrava il soprintendente Vona, che gli ha parlato del progetto di recupero, e di riapertura, delle chiese napoletane, testimonianze di magnificenza di una città capitale, da sottrarre alla situazione attuale per raccontare ancora la grande storia che fu. Percorrendo, poi, gli ambienti della bellissima Chiesa (Napolitano ha particolarmente apprezzato il Luca Giordano della "Cacciata dei mercanti dal Tempio" sulla controfacciata) il soprintendente Vona ha espresso al Presidente la sua idea di fare del complesso dei Girolamini il settimo museo del Polo speciale museale napoletano, e lo ha invitato a visitare a Capodimonte la nuova sezione dell'Ottocento, ricevendo da Napolitano parole di sostegno per tutto quel che riguarda il recupero del patrimonio artistico napoletano: «Napoli ha un grande capitale culturale e storico da presentare al mondo, e i napoletani devono essere orgogliosi. La ripresa della città è strettamente legata al recupero ed alla valorizzazione di questa cifra artistica e culturale. Da quello che ho visto e sentito qui ai Girolamini, ce la può fare».
NAPOLI - E Vona annuncia: I Girolamini nel polo museale
Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha visitato la mostra sulle chiese degradate di Napoli e ha elogiato l'opera di recupero. Ha visitato la Biblioteca Nazionale dei Girolamini, la Pinacoteca e la Chiesa, esprimendo fiducia per la soluzione dei problemi di restauro. Ha apprezzato la bellezza e la ricchezza dell'antico complesso dei frati filippini e ha espresso la sua idea di fare del complesso dei Girolamini il settimo museo del Polo speciale museale napoletano. Ha anche visitato la sezione dell'Ottocento al Museo di Capodimonte e ha espresso il suo sostegno per il recupero del patrimonio artistico napoletano.
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