L'infausto 2012 è finito Ora la Maremma deve svegliarsi e puntare sulla sua vera ricchezza di Gianfranco Luzzetti I2012 è stato per la Maremma un anno terribile. Il naufragio della Costa Concordia, l'emergenza causata dalla siccità, l'incendio della pineta di Marina di Grosseto e la devastazione provocata dall'alluvione di Albinia sono tragedie che hanno messo a dura prova il territorio e la sua popolazione, già colpiti da un lungo periodo di recessione e crisi economica. La situazione appare allarmante e desta preoccupazione e sconforto, soprattutto perché non si riescono a vedere segnali di ripresa. Per questo motivo, con urgenza e determinazione, è necessario trovare delle soluzioni efficaci. A mio avviso la soluzione ideale, con la crisi che investe anche il settore dell'edilizia e dell'agricoltura da sempre assi portanti della nostra economia è investire nel turismo, perché il turismo, oltre a rappresentare il 20 del Pil della Provincia di Grosseto, costituisce lo strumento più idoneo per mettere a frutto le potenzialità migliori e peculiari della Maremma: la sua natura incontaminata, la sua archeologia e la sua storia preziosa e millenaria, i suoi tesori d'arte ancora poco conosciuti e da valorizzare, la sua ricchezza culturale derivante dalle tanti tradizioni popolari e contadine che si sono intrecciate, sviluppate e contaminate nel territorio. Negli ultimi anni, però, i flussi turistici hanno registrato un progressivo calo delle presenze, con una significativa riduzione del periodo di permanenza di coloro che hanno visitato la nostra splendida terra. Bisogna quindi innescare processi in grado di avviare una rinascita di questo settore, e ciò è possibile solo ipotizzando un nuovo modello di sviluppo, che preveda non solo il blocco del calo delle presenze e delle permanenze, ma anche incentivi per attrarre nuovi clienti e soprattutto una programmazione dell'offerta in grado di distinguersi dalla concorrenza e di estendere a tutto l'anno il periodo turistico. Questo ultimo punto è fondamentale: la Maremma ha bisogno di un turismo "di qualità", che integri il "turismo di massa" legato alla stagione balneare con nuove proposte culturali e nuovi stimoli. Bisogna reinventarsi ed essere competitivi. Le altre zone turistiche, anche limitrofe, si danno da fare e creano opportunità e occasioni di attrazione. Penso, solo come esempio, a quello che viene proposto nella nostra regione in Versilia, a Pietrasanta o a Lucca. Cosa hanno più di noi? Semplicemente una migliore organizzazione e un coordinamento più efficace degli operatori turistici con gli amministratori del territorio. In Maremma, invece, manca un'agenda unica delle iniziative, una programmazione degli eventi in grado di promuovere un sistema organico che sappia risparmiare risorse e selezionare solo offerte di qualità in un calendario condiviso. Penso, per fare un esempio, alle attività culturali promosse dalle grandi aziende produttrici di vino che si sono insediate in provincia, e che non riescono a creare un calendario comune che gli albergatori locali possano gestire insieme. Penso anche all'anarchia che governa la programmazione delle sagre, diffusissime sul territorio, che troppo spesso non si legano a prodotti di qualità né a eventi tradizionali di grande interesse culturale o devozionale, e quindi creano solo occasionali proposte di incontro, basate sulla economicità dell'offerta, a totale svantaggio degli operatori professionali che lavorano con continuità e impegno nel settore della ristorazione. Inoltre, a Grosseto esiste uno scalo civile dell'aeroporto, ma non è mai stato sfruttato secondo le sue effettive potenzialità. Se i turisti vengono in Maremma per godere del mare, o delle terme, o dei tranquilli ambienti rurali, è inoltre necessario offrire qualcosa di nuovo e pianificato con competenza. Ma ciò non accade. Prendete ad esempio un turista che, insediato sulla costa, venga a visitare il capoluogo d'estate. Troverà Grosseto vuota e deserta, con bar e ristoranti chiusi, con i musei esistenti aperti a mezzo servizio e con quelli promessi da anni (Pinacoteca, Centro Etruschi) ancora non realizzati. E i suoi monumenti? Le Mura, solo per fare l'esempio più noto, in stato fatiscente. Ma si vuole capire che il turismo si promuove anche rispettando la storia sedimentata sul territorio? Ma si vuole capire che abbattere il Foro Boario di Grosseto, struttura architettonica di grande importanza storica, non solo è uno scempio per la tutela dei beni culturali ma anche un'occasione persa per la valorizzazione della città, dato che altrove questo tipo di strutture sono destinate a essere trasformate in elementi di grande richiamo turistico? E lo storico e abbandonato edificio della Rotonda a Marina di Grosseto, chi lo recupera? Potrei continuare citando tanti altri esempi di mancata tutela e valorizzazione, ma preferisco fermarmi qui, perché penso di aver espresso un messaggio sufficientemente chiaro. L'appello finale è quindi rivolto a tutti: amministratori, operatori turistici, operatori culturali e cittadini. La Maremma ha potenzialità enormi. Svegliamoci e iniziamo a regalarle un futuro migliore. Collezionista d'arte
GROSSETO - più cultura e turismo, ecco il futuro
L'infausto 2012 per la Maremma è stato segnato da tragedie come il naufragio della Costa Concordia, l'emergenza causata dalla siccità, l'incendio della pineta di Marina di Grosseto e l'alluvione di Albinia. La situazione appare allarmante e desta preoccupazione. Per superare la crisi, è necessario investire nel turismo, che rappresenta il 20% del PIL della Provincia di Grosseto. Il turismo deve essere di qualità e non solo di massa, con una programmazione degli eventi e delle iniziative che valorizzino la storia, la cultura e la natura della Maremma. È necessario anche un coordinamento più efficace degli operatori turistici e degli amministratori del territorio.
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