Pompei ha talmente tante strade a rischio crolli che non bastano più le cancellate e le transenne per impedire l'accesso dei visitatori. Così si è pensato bene di mettere cartelli stradali all'imbocco delle vie pericolose. Qualcuno, però, pensa che si possa trattare di un espediente per gestire la «folla di visitatori» mettendo dei sensi unici, come è avvenuto ad esempio a San Gregorio Armeno a Napoli negli anni passati (ormai da un bel pezzo). Purtroppo la foto smentisce il grande afflusso di turisti e anche i dati diffusi dal Ministero dei beni culturali sulle recenti festività natalizie che registrano una l'affluenza in netto calo nei siti archeologici di Pompei, Ercolano, Oplontis e Boscoreale. Un fenomeno da studiare visto che il tempo è stato splendido e non si può addebitare, ad esempio, la flessione alla pioggia. Dai dati della Soprintendenza sono stati complessivamente 1.494 i visitatori il 24 dicembre 2012 (contro 1.615 del 2011), 955 il 25 dicembre 2012 (chiusura lo scorso anno) e 2.372 il 26 dicembre (contro i 3.509 totali del 2011). Ben 1.137 in meno in un solo giorno. Eppure quest'anno l'offerta è stata ampliata: a Pompei sono state aperte la Casa di Apollo, la Casa dei Ceii, la Casa della Caccia Antica e la Casa di Cecilio Giocondo.
Pompei, divieto di accesso nelle vie a rischio
Pompei ha bisogno di cartelli stradali per segnalare le strade a rischio crolli. Alcuni pensano che questo possa essere un modo per limitare il numero di visitatori. Tuttavia, i dati del Ministero dei beni culturali mostrano una riduzione dell'affluenza di visitatori nei siti archeologici di Pompei, Ercolano, Oplontis e Boscoreale durante le festività natalizie. I dati mostrano una riduzione del 30% rispetto all'anno precedente. L'offerta di visitatori è stata ampliata con l'apertura di nuove case, ma non sembra aver avuto l'effetto desiderato.
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