Attese dalla scorsa primavera e date per fatte in diverse occasioni, ora finalmente ci sono. Le regole per sponsorizzare gli interventi sul patrimonio storico-artistico sono state firmate dal ministro dei Beni culturali, Lorenzo Ornaghi. Ora dovranno superare il vaglio dell'ufficio centrale del bilancio e della Corte dei conti, per poi essere pubblicate sulla «Gazzetta Ufficiale». Il più, comunque, è fatto, anche perché si è trattato di un lavoro poderoso, come dimostra la mole del documento che nelle prossime settimane arriverà sui tavoli dei soprintendenti: una cinquantina di pagine di criteri da seguire ogni volta che sivorrà cercare un mecenate che vorrà contribuire a salvare un monumento. Come ha fatto Diego Della Valle con il Colosseo. Ed è proprio da quella vicenda, che ha visto il patron della Tod's mettere sul piatto 25 milioni di euro, e delle polemiche conseguenti che è nata l'esigenza di mettere nero su bianco le regole - fino ad allora inesistenti - che aiutassero le soprintendenze nel reclutamento degli sponsor attraverso procedure trasparenti e pubbliche. Problema a cui si è messo riparo con il decreto semplifica-Italia (Dl 52012). Si attendevano, però, dal ministero le indicazioni che armonizzassero la nuova norma con il codice dei Beni culturali e spiegassero ai soprintendenti come applicarla. «Abbiamo cercato - sottolinea Paolo Carpentieri, capo dell'ufficio legislativo del ministero - di predisporre linee guida che definissero un quadro giuridico chiaro e completo. Per farlo ci siamo messi nei panni degli operatori che avranno a che fare con le nuove regole. Questo ci ha permesso di fare un'analisi preventiva dei possibili problemi applicativi e di approntare un documento che dia le necessarie risposte. Ne è venuto fuori un provvedimento articolato, suddiviso in sei capitoli, che però ci dovrebbe evitare di intervenire successivamente, fornendo volta per volta pareri di fronte ai dubbi dei soprintendenti». Achi si rivolgono le lineeguida? A tutte le amministrazioni pubbliche, statali e non, che hanno in consegna beni culturali. Ovviamente, anche se da un versante diverso, alle nuove regole sono interessati pure i privati. E quiva subito fatta una distinzione. Il provvedimento riguarda le sponsorizzazioni, ovvero l'erogazione di un contributo, anche in beni e servizi, per la progettazione o l'attuazione di iniziative finalizzate a tutelare o valorizzare ibeni culturali. Contributo a fronte del quale il mecenate potrà ottenere la promozione del proprio nome, marchio, attività o prodotto dell'attività attraverso varie modalità: per esempio, stampigliando il logo del monumento sui propri biglietti o sulla carta intestata; riproducendo la documentazione del restauro; organizzando visite guidate al cantiere; affiggendo pannelli con il proprio logo sulle impalcature. Riguardo a quest'ultima modalità, le linee guida non danno indicazioni sulla misura dei cartelli, ma raccomandano di non offuscare il profilo del monumento. La sponsorizzazione è, dunque, fattispecie diversa dall'erogazione liberale, che presuppone pur sempre un intervento da parte del privato sotto forma di denaro, lavori, servizi o forniture. Nel caso dell'erogazione liberale, però, il mecenate non "si aspetta" nulla in cambio, se non i vantaggi fiscali previsti dalla legge. Tutt'al più può aspirare a un beneficio puramente morale o a quello che può derivare dal "pubblico ringraziamento" per aver salvato un monumento. Dunque, l'erogazione liberale non ha bisogno della gara e non è sottoposta alle linee guida. Queste ultime chiariscono che la sponsorizzazione può essere di tre tipi: pura (solo finanziaria), tecnica (lo sponsor si accolla la progettazione e i lavori) o mista (un mix delle prime due). La necessità di procedere alla selezione pubblica del mecenate scatta per tutte le sponsorizzazioni oltre 40mila euro e deve essere praticata anche quando il contributo del privato prevede forniture e servizi, purché questi ultimi siano sempre strumentali ai lavori. In altre parole, se si tratta di una sponsorizzazione solo in termini di servizi e forniture, le linee guida non vanno applicate, anche se si supera il tetto dei 40mila euro. Le soprintendenze potranno affidare la ricerca dello sponsor anche a società esterne (per esempio, società di pubblicità), che dovranno essere scelte attraverso una pubblica selezione. Il mandato dovrà essere circoscritto nel tempo (per esempio, un anno) o limitato a interventi su un monumento o su un insieme di beni. La riforma. La regolamentazione delle sponsorizzazioni in campo culturale è stata introdotta con l'inserimento previsto dall'articolo 20 del DI 52012 ("semplifica Italia") dell'articolo 199-bis nel codice dei contratti pubblici (Dlgs 1632006). La nuova disposizione prevede che la ricerca dello sponsor avvenga attraverso un bando pubblico, di cui si specificano le modalità. Nel caso il bando vada deserto, le soprintendenze possono procedere alla ricerca diretta dello sponsor. Le linee guida. È stato lo stesso Dl 52012 a prevedere che il ministero mettesse a punto linee guida per spiegare alle soprintendenze come applicare le nuove regole sulle sponsorizzazioni. Il documento sarebbe dovuto essere pronto entro metà aprile. Più volte annunciato, il ministro Ornaghi l'ha firmato il 19 dicembre. Il cambio di prospettiva Le linee guida chiedono alle soprintendenze di mutare prospettiva. Finora, infatti, hanno tenuto un atteggiamento passivo, attendendo che i privati si facessero avanti per proporre la sponsorizzazione di un restauro. D'ora in avanti devono farsi propositive. E questo attraverso la predisposizione di un piano triennale, da aggiornare ogni anno, in cui indicare gli interventi che necessitano del contributo dei privati e attivandosi per la ricerca degli sponsor attraverso la pubblicazione sui propri siti dei beni da tutelare o valorizzare. Adeguarsi al mercato. Si raccomanda alle soprintendenze di parametrare l'importo della sponsorizzazione anche al valore di mercato delle controprestazioni offerte, che dipende dalla fama del monumento su cui si interviene. Finora ci si è regolati sul costo dei lavori, che spesso si discosta molto dal valore che, in termini di immagine, lo sponsor può ricavarne I bandi tipo. Le linee guida non contengono il modello del bando per la selezione dello sponsor. Si tratterà di un prossimo passaggio, che il ministero dei Beni culturali dovrà mettere a punto con il ministero delle Infrastrutture e con l'Authority sui contratti pubblici.
Beni culturali. Pronte le linee guida per i bandi con cui selezionare i privati che finanziano il restauro dei monumenti
Il ministro dei Beni culturali, Lorenzo Ornaghi, ha firmato le regole per la sponsorizzazione degli interventi sul patrimonio storico-artistico. Il provvedimento, contenuto nel decreto semplifica-Italia (Dl 52012), stabilisce che le sponsorizzazioni debbano essere effettuate attraverso procedure trasparenti e pubbliche. Le linee guida, che sono state predisposte dal ministero, spiegano come applicare le nuove regole e come procedere alla selezione del mecenate. Le sponsorizzazioni possono essere di tre tipi: pura, tecnica o mista. La ricerca dello sponsor deve essere effettuata attraverso un bando pubblico, e le soprintendenze possono procedere alla ricerca diretta dello sponsor se il bando vada deserto.
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