Un fenomeno in crescita nel 2012 Ecco tutti gli appuntamenti da non perdere: aperti per ferie Sarà la crisi che spinge a riscoprire i luoghi d'arte o sarà un'offerta culturale programmata con più avvedutezza, certo colpisce il dato che il Polo museale fiorentino a Natale e Santo Stefano ha visto crescere del 43 i suoi visitatori rispetto agli stessi giorni del 2011. Mancano i dati dell'intero 2012, però se alle cifre fiorentine si aggiunge il fatto che l'Istat pochi giorni fa ci ha spiegato che nel 2011 c'è stata una crescita del 7 di persone nei musei e alle mostre rispetto al 2010 forse si può parlare anche per l'Italia di una vera e propria tendenza. O meglio di una controtendenza, visto che i consumi culturali nel loro complesso sono calati nel 2011 del 4 per cento. In Italia, sempre secondo l'Istat, sono più di 40 milioni le persone che hanno visitato uno dei 424 siti d'antichità o di arte (lascia perplessi che siano solo 424 quelli considerati dall'Istat, perché il nostro patrimonio culturale si direbbe più diffuso e spalmato sul territorio). Riguardo alle mostre, i dati del 2012 ci confermano però che l'anno appena concluso ha visto alcuni record, come quello di Picasso, in assoluto il più visto con 429 mila presenze al 19 dicembre, il che vuol dire che alla chiusura del 27 gennaio il mezzo milione sarà senz'altro superato. Interessante anche vedere come sono distribuite le mostre più visitate: è Roma che la fa da padrona in questo caso con quattro fra le prime dieci, seguita da Venezia con due (una è la Biennale di Architettura), poi una rispettivamente Milano, Genova, Vicenza e Rimini. La grande arte rimane quindi un fatto essenzialmente metropolitano, anche se alcune città di provincia tipo Vicenza o Rimini, grazie a mostre «acchiappavisitatori» come quelle targate Marco Goldin riescono ad inserirsi nella top-ten. Da notare, architettura a parte, l'assenza fra i top-ten di mostre e musei d'arte contemporanea e questo spiega (solo in parte però) l'assenza di città come Torino e Napoli, che al contemporaneo sono più legate. Certo nel 2012 il contemporaneo ha vissuto una crisi trasversale che ha coinvolto musei come il Ma od di Roma, il Madre di Napoli e il Castello di Rivoli (travagliati da cambi al vertice e da incertezze sul futuro) ma è evidente che in Italia i visitatori preferiscono valori consolidati e Picasso e gli impressionisti sembrano fatti apposta per titillare questi gusti. Non è lo stesso in Francia dove il Pompidou, registra un boom di visitatori, tanto da raddoppiare a Metz, o in Spagna dove il Reina Sofia di Madrid e il Guggenheim di Bilbao attirano folle (e non parliamo della Tate di Londra o del Moma e del Metropolitan di New York). Nonostante i visitatori siano in crescita in realtà quello che manca al nostro Paese è la capacità di fare sistema, benché sia un luogo comune ormai abusato sostenere che il patrimonio culturale e i musei siano il nostro petrolio. A non crederci sono gli stessi politici o anche i tecnici che diventano politici: perché ad esempio se Monti ci avesse creduto avrebbe messo al Ministero dei Beni Culturali un esperto del settore e non un politologo come Ornaghi. Il quale ha brillato per l'assenza e per gli errori: il ministro (ed è inqualificabile) ha rifiutato di incontrare i direttori dei maggiori musei del Paese che gli spiegavano in una lettera di essere pagati più o meno come presidi di scuola superiore e non come manager di aziende culturali di rilevanza internazionale. E di questo giustamente si lamentavano. Qui sta il punto: il patrimonio degli Uffizi di Firenze o delle gallerie dell'Accademia di Venezia è al livello della National Gallery o del musée d'Orsay ma non lo è il resto. Il che spiega perché siamo fuori dalla top ten dei musei più visitati del mondo. E questa dovrebbe essere la prima preoccupazione del nuovo ministro, di qualunque parte politica egli sia.
L'arte per iniziare bene il 2013
Il patrimonio culturale italiano sta vivendo un aumento dei visitatori, con un aumento del 43% al Polo museale fiorentino rispetto al 2011. Secondo l'Istat, il 2011 ha visto un aumento del 7% delle persone che hanno visitato musei e mostre rispetto al 2010. In Italia, più di 40 milioni di persone hanno visitato siti d'antichità o di arte. Le mostre più visitate sono state quelle di Picasso, con 429.000 presenze al 19 dicembre, e quelle di Roma, che ha conquistato la prima posizione con quattro mostre fra le prime dieci. L'arte contemporanea è stata meno visitata, con l'assenza di città come Torino e Napoli.
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