IMPERIA. Appena chiuso Girolio, che in due mesi ha toccato le 18 regioni dell'olivo, Enrico Lupi, presidente dell'Associazione Nazionale Città dell'Olio che riunisce 362 Comuni olivati, è già al lavoro per il primo evento del prossimo anno. Si chiama «Olio Capitale» ed è la sola mostra interamente dedicata all'extravergine in programma dal primo al 4 marzo a Trieste. «E spero» confida a Libero Enrico Lupi nel suo slang imperiese «di arrivarci con una notizia di grandissimo valore». Quale, presidente? «Quella che il paesaggio olivato italiano verrà dichiarato patrimonio immateriale dell'Umanità dall'Unesco. La domanda è già stata presentata e ha l'appoggio tanto del nostro Ministero agricolo quanto della Commissione Unesco. Sarebbe un grande traguardo». Del resto l'olio è un ingrediente imprescindibile della dieta mediterranea che è già patrimonio Unesco... «Appunto, ma stavolta l'iniziativa è partita dall'Italia e la richiesta riguarda solo l'Italia. In sede di Recomed, la rete dei 14 Paesi mediterranei, abbiamo però chiesto a tutti i governi del bacino di muoversi su questa direttrice». A proposito di dieta mediterranea, lei ha fatto di Imperia la capitale di questo patrimonio, ma quel regime alimentare ormai è troppo caro per gli italiani. E così? «Purtroppo in larga misura è così. In vediamo dal mercato dell'extravergine. Da una parte c'è un consumo consapevole e però a bassi volumi del vero olio italiano, dall'altra purtroppo gran parte dell'olio è venduto negli hard discount e dunque non può essere identitario». Ma l'export tira? «Nei Paesi a Pil crescente l'olio italiano si vende benissimo. Certo la leadership degli spagnoli è indiscussa, ma noi rifiutiamo quel modello di olivicoltura iperintensiva. Per noi il valore dell'olio è interamente determinato dal legame col territorio e testimoniato dal paesaggio». Dopo vent'anni di Città dell'Olio pensa che si siano fatti passi avanti nella percezione del valore dell'extravergine? «Assolutamente sì. Si è finalmente compreso il valore dell'ulivo come bene non solo agricolo ma culturale e ci impegneremo nel censimento degli alberi ultracentenari per fame anche un percorso turistico. I patriarchi dell'olivo devono essere i testimoni della massima qualità produttiva dell'extravergine. E il nostro compito è di informare il consumatore sul valore nutrizionale e gastronomico dell'olio, ma soprattutto sul suo inscindibile legame con la conservazione del paesaggio e la tutela del territorio. Lo slogan potrebbe essere: compra extravergine italiano per salvare il bello d'Italia».
Parla il presidente delle Città dell'Olio. Lupi: I nostri ulivi saranno patrimonio dell'Unesco
Il presidente dell'Associazione Nazionale Città dell'Olio, Enrico Lupi, annuncia che il prossimo evento del prossimo anno sarà Olio Capitale, una mostra interamente dedicata all'extravergine, che si terrà a Trieste dal primo al 4 marzo. L'evento è promosso da Enrico Lupi, che spera di poter comunicare una notizia di grande valore: la dichiarazione del paesaggio olivato italiano come patrimonio immateriale dell'Umanità dall'Unesco. La richiesta è stata presentata con l'appoggio del Ministero agricolo e della Commissione Unesco. L'olio d'oliva è un ingrediente fondamentale della dieta mediterranea, che è già stata dichiarata patrimonio Unesco.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo