Bocciate anche le grandi navi VENEZIA Più che di Venezia, questa volta sarebbe il caso di parlare di Parigi. Perché la bocciatura, e nient'affatto leggera, del progetto di Pierre Cardin, e del suo «Palais Lumière», 250 metri di struttura che dovrebbero essere costruiti in zona Porto Marghera, viene proprio da lì. Dalla ville (non a caso) lumière, dove Cardin, originario della provincia di Treviso (è nato in un paesino vicino a San Biagio di Callalta), ha vissuto a lungo. Dalla metropoli francese, dove, anni dopo esservisi trasferito con la sua famiglia, ha fondato la sua maison. Una bocciatura pesante, che non ha i toni rarefatti e i modi gentili del francese-tipo. E che, pur provenendo da un'istituzione storica, come l'Académie des Inscriptions et Belles-Lettres di Parigi, non risparmia i termini forti. Hanno deciso di occuparsene perché questa scelta risulta «legata alla salvaguardia del patrimonio storico e artistico dell'Italia, luogo di studi di molti dei membri dell'accademia stessa e bene comune della civiltà europea», scrivono in incipit i firmatari della mozione votata dall'Académie nella sessione del 14 dicembre 2012. Come a dire: ci abbiamo studiato, ci abbiamo vissuto. Non smetteremo di interessarcene proprio in questo momento. E hanno scelto di farlo in modo diretto. «L'Accademia francese di scienze umane si mostra vivamente preoccupata delle minacce che pesano su Venezia e sulla sua laguna - si legge nel documento - (...) si stupisce che dei progetti di architettura sconcertanti e assurdi siano presi in considerazione seriamente. Osa sperare che l'eccessiva grandezza del «Palais Lumière» a Marghera gli impedirà di vedere la luce e unisce la sua voce a quella delle associazioni della difesa del patrimonio e degli esperti di fama, che in Italia, in Francia e in Europa, disapprovano questa iniziativa chiedendo l'abbandono di tale progetto». Nessuno spiraglio, nessun margine di trattativa. Il Palais non dev'essere fatto. Né ora né mai. Un progetto «assurdo» a tal punto, secondo l'Académie, che la sua stessa presa in considerazione da parte delle istituzioni veneziane e venete sembra diventare motivo di stupore e incredulità. Uno j'accuse, dunque, che non lascia tregua nemmeno a chi, come il sindaco Giorgio Orsoni, si è mostrato finora favorevole al progetto. E non è tutto. «L'Académie des Inscriptions et Belles-Lettres - continua la mozione - considera deplorevole che le navi di grande stazza siano autorizzate a passare davanti al Bacino di San Marco, rendendo fragili i basamenti della città e mettendo ogni giorno un luogo unico al mondo alla mercé di un incidente o di una collisione». Niente, insomma, a Venezia sembra funzionare. Dal Palais Lumière alle grandi navi, se il filo conduttore non è il gigantismo, lo è certamente il timore che il patrimonio veneziano venga, in qualche modo, penalizzato. Un rischio concreto al quale, secondo i francesi, nessuno a Venezia sembra dare il giusto peso.