Il 15 per mille per la cultura ha solo 15 pretendenti. Alla scadenza il 31 ottobre al Ministero per i beni e le attività culturali (Mibac) sono giunte solo 29 candidature per la procedura di riparto del 5 per mille, tra quelle ammesse il Fai, Italia Nostra e le Fondazioni Adriano Olivetti, Giorgio Cini di Venezia e Zetema di Matera. Un po' pochine per una campagna che aveva l'ambizione di convogliare - secondo la legge 15 luglio 2011 n. 111- il 5 per mille dell'imposta sui redditi delle persone fisiche al finanziamento delle attività di tutela, promozione e valorizzazione dei beni culturali e paesaggistici Come mai così pochi candidati all'inserimento negli elenchi del 5 per mille nonostante i termini previsti dal Decreto del presidente del consiglio dei ministri (Dcpm) del 30 maggio 2012 della procedura di riparto siano stati prorogati al 31 ottobre? Il Mibac il 30 novembre ha pubblicato sul web l'elenco degli idonei; dopo la rilevazione di eventuali errori, pubblicherà la lista definitiva domani, 30 dicembre. «ArtEconomy24» ha chiesto ad Anna Maria Buzzi, direttore generale per la Valorizzazione del Patrimonio Culturale del Mibac, se si attendeva così poche domande. «La scadenza del 31 ottobre vale solo per quest'anno - spiega Buzzi -, il Dcpm del 30 maggio 2012 sulla "Determinazione delle modalità di richiesta d'inserimento nelle liste dei soggetti ammessi al riparto del 5 per mille dell'Irpef" per il 2011 è stato emanato con ritardo, a termini scaduti (31 maggio)». Effetti? Per la prima volta il Mibac potrà ricevere con le dichiarazioni Irpef 2011 le donazioni del 5 per mille per la cultura e redistribuirle. Ma la proroga al 31 ottobre non ha aumentato le candidature a causa del ritardo iniziale. Delle 29 domande giunte solo 15 erano idonee? Questo rappresenta un anno test e dal punto di vista numerico sarà poco significativo. Presumo che associazioni e fondazioni perla cultura siano tante in Italia. Di certo per il 31 maggio 2013 riusciremo a testare meglio la norma e coinvolgere più entità no profit. Le risorse pubbliche per la cultura diminuiscono: che fare? Questa è una delle vie per reperire nuovi fondi a fronte di un decremento dal 2000-2012 dell'investimento statale e degli enti locali tra il 35-36 per cento. Il contributo del cittadino per un ente culturale no profit verrà sempre poi smistato dal Mibac? Sì, noi poi assegneremo le risorse in base ai progetti. Quando sono stata nominata tre mesi fa, ho trovato questo Dcpm che si è voluto contenere alla tutela e conservazione. Forse si temevano molte domande e scarse disponibilità e distribuire i contributi a pioggia avrebbe vanificato l'obiettivo. LA NORMA E LA CAMPAGNA PUBBLICITARIA Il comma 46 dell'art. 23 della legge 15 luglio 2011 n. 111 ha operato un ampliamento delle finalità della destinazione del 5 per mille dell'imposta sui redditi delle persone fisiche, inserendo, tra le scelte che il contribuente può compiere, anche il finanziamento delle attività di tutela, promozione e valorizzazione dei beni culturali e paesaggistici.