ROMA Non sarà punibile penalmente chi immette contenuti su Internet senza fini di lucro. Questo il contenuto di una modifica al "decreto Urbani" approvata in aula al Senato tra gli emendamenti al decreto legge 705. Si tratta in pratica del «Ddl Asciutti» (si veda «Il Sole-24 Ore» del 1 giugno 2004): nel comma 1 dell'articolo 171-ter della legge sul diritto d'autore (la 6331941 e successive modificazioni) le parole «per trarne profitto» vengono sostituite con la dizione originaria «a fini di lucro». Il tutto serve a evitare che le sanzioni penali si applichino anche a condotte tenute per uso personale. Con le nuove norme, dunque, chi senza fine di lucro diffonderà su Internet file musicali, film e ogni altro tipo di contenuto protetto dal diritto d'autore sarà esposto solo a una sanzione pecuniaria. Con la legge oggi in vigore, al contrario, viene colpito penalmente (anche con l'arresto) chi immette contenuti in Rete, senza distinguere ira le finalità di profitto e quelle di lucro. «Si tratta comunque di norme difficilmente applicabili» commenta Paolo Vigevano, presidente della Commissione interministeriale sui contenuti digitali. «L'innovazione tecnologica ha davvero rivoluzionato il diritto d'autore, occorre dunque superare il vecchio concetto di copyright. Per tutelare nel terzo millennio il diritto d'autore bisogna spostarsi al momento dell'accesso ai contenuti. Una strada obbligata anche se non facile, vista la continua evoluzione tecnologica». La sfida per affermare un modello legale di fruizione di Internet è anche al centro del «Patto di Sanremo» firmato ieri, un'alleanza operativa dalla quale nasce il tavolo di confronto pubblico-privato per lo sviluppo dei contenuti digitali (si veda l'inserto «lfa» del «Sole-24 Ore» di oggi). All'accordo hanno aderito una quarantina di "addetti ai lavori" tra fornitori di connettività, titolari dei diritti, case di produzione e gestori di piattaforme di distribuzione. Obiettivo del «Patto di Sanremo» è creare un ambiente digitale "sicuro" che incoraggi i titolari di contenuti a metterli a disposizione sul Web. Durante la conferenza stampa di presentazione dell'iniziativa il ministro dei Beni Culturali, Giuliano Urbani, ha ricordato che la pirateria provoca danni alle aziende per 4.2 miliardi di euro, ai quali vanno aggiunti 1.5 miliardi di mancati introiti Iva per le casse dello Stato.
Niente arresto per chi scarica file da Internet
Il Senato ha approvato una modifica al "decreto Urbani" che esime penalmente le persone che immettono contenuti su Internet senza fini di lucro. Le nuove norme sostituiscono le parole "per trarne profitto" con "a fini di lucro" nel comma 1 dell'articolo 171-ter della legge sul diritto d'autore. Ciò significa che chi diffonde su Internet file musicali, film e altri contenuti protetti dal diritto d'autore senza fine di lucro non sarà punito penalmente, ma solo soggetto a una sanzione pecuniaria. Le nuove norme sono state approvate per evitare che le sanzioni penali si applichino anche a condotte tenute per uso personale.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo