La Pala dell'altare maggiore della chiesa della Santa Croce rischia di deteriorarsi. A riaccendere i riflettori sul patrimonio storico della città e sulla sua cattiva conservazione è ancora una volta la Pro Loco. Il presidente, Peppino Corsico, ha inviato una nota alla Sovrintendenza dei beni culturali di Siracusa, al sindaco e alla Curia vescovile. «Occorre segnalare alle autorità competenti questo allarmante inconvenienti: la Pala dell'altare maggiore della chiesa della Santa Croce, meglio conosciuta come Cappuccini, e tutti gli ornamenti in legno che la circondano sono infestati dalle tarme del legno, i fori sono numerosissimi e visibili ad occhio nudo», ha detto Corsico, spiegando: «Ora, prima che la Pala e gli arredi si deturpano miseramente sfaldandosi in polvere sottile, dato il prestigio artistico che rappresenta, invitiamo le autorità in indirizzo, per la rispettiva competenza, a volere effettuare, in tempi brevi, un riparatore intervento di disinfestazione tarmico al fine di preservare il bene dal disfacimento». La Pro loco, da sempre attenta alla tutela, valorizzazione e conservazione del patrimonio storico, culturale e paesaggistico della città, promette di seguire con attenzione la vicenda, nell'attesa di conoscere gli interventi che verranno messi in campo. La chiesa dei Cappuccini è stata già nei mesi scorsi al centro di polemiche, per via del trasferimento del crocifisso e dell'armonium per ragioni di sicurezza. Vicenda che si è risolta positivamente con il ritorno degli oggetti sacri nella chiesa dei Cappuccini. Nella chiesa in questione è stato infatti installato dalla Curia vescovile un sistema di sicurezza con antifurto finanziato dalla Conferenza Episcopale Italiana, tramite i fondi otto per mille della chiesa cattolica destinati ai beni culturali ecclesiastici. E così, il crocifisso del secolo XVIII e l'armonium sono stati ricollocati nella chiesa di piazza Crispi, dopo essere stati spostati e custoditi dalla curia vescovile di Noto. Il problema della messa in sicurezza della chiesa si è posto dopo che le suore Figlie della carità di San Vincenzo avevano abbandonato l'istituto di piazza Crispi, lasciando la chiesa incustodita. In quella occasione la Curia ha fatto richiesta alla Cei di un contributo per l'installazione di un impianto di sicurezza allo scopo di proteggere le opere d'arte. Alcune associazioni, a seguito del trasferimento, avevano anche stilato un documento, pubblicato, poi, sotto forma di articolo sulle colonne della rivista dell'associazione Avolesi nel mondo. I due oggetti sacri sono simbolo della memoria storico- culturale e antropologico-religiosa della città. Il crocifisso veniva portato solennemente per le vie della città, fino ai primi del Novecento, la sera del venerdì santo, nella solenne processione della Spina Santa. La chiesa della Santa Croce ritorna nuovamente all'attenzione delle associazioni, che, come nel caso della Pro Loco, ne reclamano una attenta manutenzione. Cenzina Salemi 30122012