«Centralista e poco rispettoso delle autonomie», Bilancio di fine anno con l'incubo del debito. Patto sforato, ma le azioni Save andavano vendute «Monti? E' stato utile al Paese in questa fase, ma la sua è stata una visione centralista e poco rispettosa delle autonomie. Lo Stato ci soffoca, e questo sempre più incide sulla vita dei Comune e dei cittadini». Attacca Roma e il governo Monti, il sindaco Giorgio Orsoni. E nel bilancio di fine anno tira le somme dell'attività. Bilancio politico condizionato dai conti che non tornano («Quando sono entrato in politica mi ero illuso fosse diverso», sorride). Patto di stabilità sforato, anche se il bilancio è «virtuoso», penalizzazioni che arrivano da una regola che il sindaco definisce «assurda». Bilancio. «I nostri conti sono in ordine», attacca, «il bilancio è virtuoso. Ma in base a un sistema di calcolo che tiene conto del triennio 2007-2009 hanno fissato una quota irraGgiungibile. Allora avevamo le entrate del Casinò e della Legge Speciale, oggi è per noi impossibile rispettare quei parametri». Dunque, Venezia è fuori del Patto. Come già Torino l'anno scorso, Napoli. Significa che il prossimo anno il Comune non potrà assumere. Azioni Save. Era proprio necessario vendere le azioni Save? Il sindaco ribadisce quanto dichiarato ieri in una intervista alla Nuova. «Abbiamo fatto il possibile, ma alcune partite non sono andate a buon fine. Abbiamo deciso di vendere perché altrimenti il prossimo anno saremmo stati penalizzati per 50 milioni in più, e quei soldi li avremmo dati allo Stato. Anche se le abbiamo vendute a un prezzo basso, vale doppio. Poi questo ci ha permesso di ridurre il debito di 75 milioni, e di risparmiare 4 milioni di interessi, lo stesso valore del dividendo. Certo che ci è rimasto l'amaro in bocca, perché eravamo tra i primi azionisti di Save. Ma non avevamo alternative». Pat. Tra le cose positive del 2012 il sindaco mette l'approvazione del Pat, il nuovo Piano di assetto del Territorio. Tra le novità come la riduzione del Quadrante di Tessera, il «no» al progetto di sublagunare e le grandi navi estromesse dalla laguna, c'è anche la destinazione industriale di Marghera. «Abbiamo messo la parola fine a progetti speculativi e detto che questa città non può essere solo turismo e tempo libero». Tram. A metà gennaio il tram riprenderà il servizio. «Abbiamo concluso i lavori sul Ponte della Libertà con largo anticipo e tra poco partiranno i lavori per la pista ciclabile», dice il sindaco, «risolto il problema del sottopoasso tra Mestre e Marghera. Avremo nuovi finanziamenti e il tram arriverà a San Basilio». Mestre. Orsoni ha ribadito la scelta dell'amministrazione di riaprire il canale in via Poerio: «Ne siamo convinti, è un recupero dell'acquaticità di Mestre, andiamo avanti». Villa Erizzo sarà disponibile a breve, il Comune sta acquistando gli arredi. E Forte Marghera diventerà un luogo gestito dalle associazioni, per la cultura e il tempo libero. Macchina comunale. La riforma che abbiamo fatto», continua Orsoni, «prevede un miglioramento dei servizi al cittadino e un rilancio del ruolo delle Municpalità. Cardin. Il sindaco ribadisce il suo giudizio negativo, già espresso nell'intervista di ieri alla Nuova. «Una delusione. Mi sto prendendo insulti in tutto il mondo per aver appoggiato quel progetto. Ma non volevo si dicesse che il Comune lo ostacolava. Noi abbiamo fatto il nostro dovere. Ma quando siamo arrivati al dunque, Cardin che diceva di voler investire un miliardo e mezzo non è riuscito a trovare i soldi per comprare le aree. E per legge un progetto non si può autorizzare se chi lo propone non dimostra di essere il proprietario».