VIENNA, 13 MAR - (di Gaetano Stellacci)- La riapertura dopo quasi dieci anni dell'Albertina, il museo con la piu' grande collezione grafica del mondo, segna domani l'atto conclusivo dell'adeguamento al 21mo secolo delle strutture museali di Vienna, sempre piu' una delle grandi capitali culturali d'Europa. Al 'Quartiere dei musei' davanti all'Hofburg, inaugurato nel 2002 dopo la ristrutturazione delle stalle dell'ex palazzo imperiale degli Asburgo, si aggiunge ora l'Albertina, il prestigioso palazzo accanto al Teatro dell'Opera ed all'Hotel Sacher. Nel restauro del palazzo costruito nel 1745 su uno sperone della ex fortificazione cittadina costruita dopo l'assedio dei Turchi del 1529 dove l'arciduca Alberto Sachsen-Teschen porto' all'inizio dell'Ottocento la preziosa raccolta di disegni e stampe da lui avviata, lo Stato austriaco ha ora investito 80 milioni di euro. "Oggi e' un giorno di gioia", ha detto il direttore del museo, Klaus Albrecht Schroeder, nel presentare la mostra del pittore norvegese Edvard Munch, quella sulla storia della fotografia partendo dalla collezione Albertina e infine i disegni dell'americano Robert Longo, sulla base di fotografie realizzate nello studio viennese di Sigmund Freud nel 1938, poco prima della sua fuga a Londra che gli salvo' la vita dai nazisti. Con queste tre importanti esposizioni il museo Albertina riapre da domani i battenti ai turisti di tutto il mondo, che nelle sue sale riportate allo splendore degli anni piu' fastosi potranno vedere esemplari della sua collezione comprendente oltre un milione di opere vanno dal 15mo secolo ai giorni nostri, e tra le quali ci sono opere grafiche da Michelangelo, Raffaello, Duerer, Goya, Rembrandt, agli artisti moderni e contemporanei. L'Albertina completa il grande progetto governativo per dare alla capitale austriaca aree museali all'altezza del XXI secolo, come il 'Quartiere dei musei', il museo della Tecnica, il restauro del Belvedere, ed altri. Un'operazione costata finora 270 milioni di euro, ha detto alla conferenza stampa il ministro dell'Educazione e delle belle arti, Elisabeth Gehrer. IN tutto dagli anni Ottanta ad oggi lo Stato ha investito oltre 275 milioni di euro, ai quali vanno aggiunti notevoli ma non quantificati investimenti privati. La 'Graphische Sammlung' ospitata nel museo e' sopravvissuta alla fine dell'impero austro-ungarico ed a due guerre mondiali in virtu' di un codicillo nel testamento del suo fondatore, l'arciduca Alberto, il quale nelle sue ultime volonta' chiese che essa anche in futuro restasse nel suo palazzo a Vienna. La 'fide jussione' impedi' agli Asburgo di portarsela via dopo la proclamazione della Repubblica in Austria nel 1918, ma anche che essa fosse venduta per pagare i debiti di guerra austriaci, come avrebbero voluto fare le potenze vincitrici. Il palazzo dell'Albertina, rimasto danneggiato dai bombardamenti alla fine della seconda guerra mondiale e usato per decenni come deposito di materiale e musei vari, e' stato sottoposto ad una profonda operazione di restauro dove possibile, integrata in stile moderno dove cio' era necessario, che lo hanno traformato in uno dei piu' moderni musei del mondo (secondo il direttore Schroeder). Ai lavori hanno contribuito gli architetti austriaci Friedrich Mascher e Erich Steunmayr, che hanno aggiunto un deposito sotterraneo di grandi dimensioni, hanno coperto in vetro il cortile interno e ridato splendore originario alla facciata. Un altro architetto austriaco di fama internazionale, Hans Hollein, ha vinto invece il concorso per ristrutturare l'ingresso principale, che e' tornato sul lato piu' stretto del palazzo dove era stato per 250 anni, anche se ora ha una tettoia in titanio, un ascensore e una scala mobile per garantire l'accesso anche ai disabili (questa parte dei lavori e' ancora da completare, sara' finita nell'estate 2003). Nuovi anche il caffe' di grandi dimensioni unito al negozio di souvenir e cataloghi, ed il ristorante con vista su una delle parti piu' belle del centro di Vienna. La riapertura dell'Albertina e' stata preceduta questa sera da un banchetto di Stato offerto nella sala piu' elegante del palazzo dal presidente austriaco Thomas Klestil in onore della regina Sonja di Norvegia, sponsor della mostra di Munch.