MANCIANO Il Caseificio sociale di Manciano ha presentato il procedimento di valutazione di impatto ambientale (Via) relativa alla demolizione e ricostruzione delle porcilaie in località Piano di Cirignano, sede dell'azienda. È stata la società agricola cooperativa a richiedere alla provincia l'avvio della stessa Via: il progetto prevede tre capannoni per il ricovero di 3.500 suini da ingrasso, una cucina e un impianto di predepurazione degli effluenti, a seguito della demolizione della vecchia porcilaia. I principali impatti ambientali individuati dallo studio realizzato riguardano diversi aspetti: emissioni in atmosfera di inquinanti odorigeni; inquinamento acustico per emissioni rumorose dai ricoveri; impatto paesaggistico dovuto all'impianto fotovoltaico; produzione di rifiuti. Per tali impatti sono state proposte misure di mitigazione che dovrebbero attenuare le conseguenze e quindi procedere alla demolizione e ricostruzioni delle strutture per i maiali. Il 7 gennaio alla sala della ex scuola elementare in località lo Sgrillozzo, avverrà la presentazione pubblica del progetto e dello studio di impatto ambientale. Il Caseificio sociale Manciano, società agricola cooperativa, è sorto nel 1961 per volontà di 21 allevatori della zona, con il preciso scopo di valorizzare la produzione di latte ovino dell'entroterra maremmano della provincia, zona dove la pastorizia per tradizioni secolari ha sempre rappresentato una delle fonti principali di sostentamento. La Cooperativa ha oggi associando circa 330 produttori di latte ovino e vaccino dislocati in un circondario comprendente 11 Comuni della provincia di Grosseto e 2 della provincia di Viterbo.
CASEIFICIO DI MANCIANO - Porcilaie da ricostruire, il piano d'impatto ambientale
Il Caseificio sociale di Manciano ha presentato un procedimento di valutazione di impatto ambientale (Via) per la demolizione e ricostruzione delle porcilaie in località Piano di Cirignano. La società agricola cooperativa ha richiesto alla provincia l'avvio della stessa Via per il progetto che prevede tre capannoni per il ricovero di 3.500 suini da ingrasso, una cucina e un impianto di predepurazione degli effluenti. Lo studio ha individuato diversi impatti ambientali, tra cui emissioni in atmosfera di inquinanti odorigeni, inquinamento acustico e impatto paesaggistico. Le misure di mitigazione proposte dovrebbero attenuare le conseguenze e procedere alla demolizione e ricostruzioni delle strutture per i maiali.
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