Il sindaco: «Deluso per l'esito della vicenda. Non ha trovato i soldi per le aree in un'operazione da oltre un miliardo di euro». Lo stilista: «Situazione di totale incertezza» VENEZIA - Dopo tanto discutere e decisioni d'urgenza, il mancato acquisto da parte di Pierre Cardin delle aeree dove costruire sembra spostare nel tempo l'eventuale realizzazione della Torre Lumière di Marghera (Venezia). È quanto emerso a Venezia, durante un incontro con il sindaco Giorgio Orsoni, che ha detto come resta «la delusione per come la vicenda non si sia chiusa». «Abbiamo avuto un interlocutore inaffidabile - ha detto Orsoni - che su un'operazione da oltre un miliardo di euro non è riuscito a trovare i soldi per acquisire le aree del Comune dove realizzare l'opera». «Si tratta di un aspetto - ha aggiunto - che non pensavamo potesse diventare una difficoltà, visto il valore complessivo dell'operazione e soprattutto anche alla luce della fretta che ci era stata messa per chiudere». «Un'operazione - ha concluso Orsoni - per la quale, tra l'altro, mi sono preso brutte parole da più parti dell'Italia e del mondo». Immediata la replica dello stilista, attraverso una nota diffusa nel pomeriggio: «Constatiamo con amarezza che, anche oggi, veniamo attaccati da più parti sui mass media, con affermazioni gravemente denigratorie - si legge nel comunicato -. Apprendiamo poi che la nostra iniziativa sarebbe soggetta anche al giudizio discrezionale della Soprintendenza ai beni culturali, sulla base di un presunto vincolo finora ignoto a tutti, compresi Regione e Comune di Venezia, e che perciò l'accordo di programma in corso, non ancora definitivo, non ci darebbe nessuna certezza di poter realizzare l'opera. In questa situazione di totale incertezza - prosegue - ci viene addirittura addebitata la colpa di non aver anticipato al Comune di Venezia, in pochissimi giorni e nel bel mezzo delle festività natalizie, un importo di decine e decine di milioni di euro, per evitare lo sforamento del patto di stabilità. Dopo aver già impegnato diversi milioni di euro in questa iniziativa, esclusivamente sulla fiducia e sulle parole degli interlocutori pubblici, riteniamo di meritare maggiore rispetto. Siamo sempre stati chiari e leali, dicendo in tutte le sedi che avremmo dato avvio agli investimenti non appena avuta la certezza di poter realizzare l'opera. E lo confermiamo. Noi - aggiunge Cardin nella nota - continuiamo a credere che sia possibile riqualificare Marghera con investimenti privati internazionali ingenti e continuiamo a lavorare per questo obiettivo. Ma gli investimenti internazionali, a Venezia e in tutta Italia, non saranno certamente incoraggiati dalla continua incertezza del diritto, né dalle imboscate burocratiche, né da oneri economici impropri. Ci rincresce se il Comune di Venezia non riuscirà a rispettare il patto di stabilità. Ma è del tutto evidente che non abbiamo alcuna responsabilità al riguardo; anzi il nostro impegno e le energie già profuse sono piuttosto un segno tangibile della nostra volontà di contribuire già nel 2013 all'inizio del «Rinascimento» di Marghera. (Ansa) 28 dicembre 2012
VENEZIA Palais Lumière, scontro Orsoni-Cardin: Inaffidabile. Meritiamo rispetto
Il sindaco di Venezia, Giorgio Orsoni, è deluso per il mancato acquisto da parte di Pierre Cardin delle aree dove costruire la Torre Lumière di Marghera. L'operazione da oltre un miliardo di euro non è stata conclusa a causa della mancanza di fondi per l'acquisto delle aree. Orsoni ha detto che la situazione è "totale incertezza" e che Cardin è stato attaccato dai mass media con affermazioni gravemente denigratorie. Lo stilista ha risposto con una nota, affermando che la sua iniziativa sarebbe stata soggetta al giudizio della Soprintendenza ai beni culturali e che non ha anticipato al Comune di Venezia un importo di decine e decine di milioni di euro.
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