Cosolini: «Valorizzeremo il nostro patrimonio». Strutture aperte con orari ridotti. Interventi da bloccare al Museo di storia naturale e all'Orto botanico. Arrivederci alle grandi mostre, quelle da ospitare e allestire spendendoci sopra centinaia di migliaia di euro. Meglio, in tempi di spending review, concentrarsi sul consolidamento del proprio patrimonio e sulla valorizzazione dei "tesori" che si hanno "in casa". È una delle linee strategiche lungo cui il Comune, nel 2013, si muoverà nel settore cultura, considerato che il taglio complessivo alla spesa corrente del bilancio (sembra di 25-30 milioni di euro) potrebbe tradursi in una riduzione anche «del 25», anticipa il sindaco Roberto Cosolini, sulla fetta destinata all'Area Cultura e Sport. Quel 25 è rapportato ai sei milioni e 133mila euro abbondanti assegnati dal bilancio comunale 2012. Si profila - in assenza ancora di numeri certi - una quota "alleggerita" di un milione e mezzo circa per il nuovo anno. Le strategie: negli uffici municipali si lavora già alle contromosse da adottare per assorbire l'urto. Oltre a mettere da parte l'idea di allestire mostre importanti con opere provenienti per lo più da fuori città quali nel recente passato quelle dedicate a Leonor Fini o a Marcello Mascherini, i ragionamenti in corso sono improntati su riduzione d'orari di apertura dei musei, eventuali accorpamenti, e anche riorganizzazione del personale (come nelle biblioteche civiche dove vengono introdotti i sistemi di "autoprestito" dei volumi). Inevitabile la contrazione della posta destinata ai contributi alle associazioni culturali. E ci sono poi progetti che probabilmente dovranno rimanere in stand-by, chiusi nei cassetti: l'apertura di tutta l'altra metà del piano superiore del Museo di storia naturale in via dei Tominz (dieci le sale da sistemare, per un costo globale di 500mila euro), la ristrutturazione dell'ex vasca dei pinguini all'Aquario marino, e ancora gli adeguamenti necessari per rendere visitabili alcune serre all'Orto botanico (60-70mila euro). Il sindaco «Si privilegerà la tutela del nostro patrimonio - fa il punto Cosolini nel suo ruolo di assessore ad interim alla Cultura -. Mostre come quella su San Pietroburgo che avremmo voluto portare dall'Ermitage al Magazzino 26, per un costo da 600mila euro, oggi come oggi sono improponibili. Certi grandi eventi saranno possibili sono se gli sponsor pagheranno la maggior parte delle spese. Stiamo formalizzando dei contratti con Regione, Fondazione CRTrieste e alcune aziende private». Che i tagli di bilancio possano determinare anche incrementi sui prezzi dei biglietti d'ingresso ai musei? «Non credo possa essere un vantaggio - afferma il sindaco - aumentare le tariffe. Anzi stiamo definendo una delibera contenente agevolazioni, per residenti e turisti. Ed è allo studio la possibilità di garantire ai triestini l'accesso gratuito a tutti i nostri musei una volta al mese. Sul fronte del turismo si sta pensando a biglietti cumulativi, magari per il weekend». Se aggiustamenti di prezzo ci saranno, dunque, saranno legati solamente ad adeguamenti Istat. Pare che, dopo la sospensione dovuta al trasloco e alla necessità di completare almeno un allestimento di base in via dei Tominz, sarà ripristinato il ticket per il Museo di storia naturale. Musei civici:«Da almeno tre, se non quattro anni, siamo abituati a lavorare con riduzioni di risorse del 10-15», è la premessa di Maria Masau Dan, direttrice del Revoltella e dei musei civici. «Rinunceremo a grandi mostre ed eventi - prosegue - per puntare sui nostri musei e sulle straordinarie collezioni di cui disponiamo. Nel 2013, visto che ci prepariamo al 2014, al centenario della Grande guerra, faremo di tutto per aprire entro l'anno il "de Henriquez"». In progetto, il sindaco l'ha già annunciato, pure «una mostra per l'ingresso della Croazia nell'Ue», aggiunge Masau Dan. A breve, infine, «sarà rinnovata la convenzione con I'Irci che affida al Comune la gestione del Museo della civiltà istriana, fiumana e dalmata, "aggregato" al circuito dei musei civici ma il cui allestimento è ancora in fase di progettazione». Orari e aperture: uno dei punti chiave per tentare di far quadrare i conti nel 2013 sembra poi essere quello degli orari e delle giornate di apertura dei musei. Si viaggia verso una soluzione articolata in fasce orarie giornaliere ridotte (cinque ore invece di dieci) ma in un ampliamento del numero di giorni di "operatività" alla settimana.