Via Civita Giuliana strada gruviera: buche, cumuli di spazzatura e abbandono totale. Residenti sul piede di guerra: "Noi cittadini di serie B, i politici si ricordano soltanto in campagna elettorale" Cumuli di spazzatura gettati un po' ovunque, buche nell'asfalto che costringono gli autoveicoli di passaggio a sterzate improvvise, vegetazione abbandonata a se stessa ai lati della strada che ormai fa ombra anche a quel che resta dell'illuminazione pubblica, qualche sparuto lampione in una strada di diverse centinaia di metri. Benvenuti in via Civita Giuliana, nel tratto che collega la zona collinare a nord di Pompei con via Andolfi, e cioè alla zona più a ovest della città. L'ennesimo simbolo della periferia pompeiana abbandonata. E pensare che a poche decine di metri, in linea d'aria, ci sono gli scavi archeologici più famosi del mondo. E pensare anche che proprio non molto lontano da qui dovrebbe sorgere il parco archeologico, la ricostruzione della Pompei antica, che dovrebbe dare l'idea di come si viveva nella città di duemila anni fa. Insomma, cultura e attrazioni da un lato, mentre a un tiro di schioppo le stradine laterali sono invase da rifiuti e sterpaglie. Una zona, il lato più a ovest di Civita Giuliana, che potrebbe essere il polmone verde di Pompei, potrebbe tornare ad essere il luogo di una scampagnata, di una Pasquetta o di un picnic domenicale è invece un'area off limits: chi può, evita di passarci e sa che è meglio così. Non può evitarlo chi però ci abita e da anni va denunciando (sinora inutilmente) tutti i disagi che è costretto vivere e, quello che fa più male, il desolante abbandono delle istituzioni locali. Come fa da tempo Attilio Pepe, residente della zona, che per far valere le ragioni di chi come lui abita da quelle parti ha messo su un'associazione civica "Noi Campani", che poi si è unita all'attività portata avanti dal Forum delle Associazioni di Pompei. «La nostra Civita Giuliana - dichiara sconfortato Affilio Pepe - ritorna all'attenzione dei politici pompeiani solo durante il periodo elettorale, quando si rende necessario far visita alla zona per racimolare i voti. Nel concreto poi, nessuno si dimostra davvero sensibile alle tante difficoltà che vive la Giuliana. L'amministrazione comunale non ci sostiene e ci sentiamo abbandonati da essa. Possiamo confidare solo nel supporto di qualche sparuto rappresentante della classe politica pompeiana, oltre i quali ci sentiamo del tutto lontani dall'attenzione della classe dirigente. La sensazione è quella di essere cittadini di serie B, che forse non hanno diritto a godere degli stessi servizi di un'ipotetica cittadinanza di serie A. Siamo stanchi di tutto ciò. Vogliamo non più solo promesse ma azioni concrete e risolutive. La Pompei che conta non è solo quella del centro storico. Esistono anche le periferie con i loro problemi ed hanno diritto alla stessa attenzione». Un coro di proteste che ormai si sta sentendo sempre più spesso a Pompei, proveniente da tante periferie che si dicono del tutto abbandonate e slegate rispetto al resto della città. Tranne quando, ovviamente, bisogna mettere mano alla tasca per pagare le tasse o quando, indirettamente, attraverso l'utilizzo di soldi pubblici, finanziano interventi i cui effetti ricadono solo sul centro storico. «Intendiamo - conclude Pepe - sensibilizzare la classe politica verso le problematiche delle periferie pompeiane, troppo spesso dimenticate. E' necessario creare un efficace canale di comunicazione fra l'amministrazione e le realtà periferiche. Solo così si possono raggiungere risultati concreti e risolvere finalmente annose questioni».