Dall'avviso di conclusione delle indagini emergono altri episodi a carico di Chiari. Stralciate le posizioni di Pierami e Cecati LUCCA Spuntano nuovi elementi d'accusa nell'inchiesta sulla presunta corruzione nel settore urbanistica. E il fascicolo 4092 del 2010 suddiviso in tre tronconi - uno legato alla campagna elettorale 2007 del candidato sindaco Mauro Favilla, un altro sull'officina della Latta di viale Giusti e l'ultimo sulla Valore e Sistema Ambiente - non sembra esaurirsi visto che sono state stralciate le posizioni dell'ex vicesindaco Giovanni Pierami e del funzionario della Soprintendenza Francesco Cecati. Sono dunque 7 gli indagati (oltre alla Valore spa di Prato come persona giuridica) del terzo troncone (Valore-Sistema Ambiente) che entro l'11 gennaio dovranno presentare memorie difensive o farsi interrogare dal sostituto procuratore Fabio Origlio per chiarire la loro posizione. Viste le nuove ipotesi difficile pensare che i legali degli indagati chiedano il rito abbreviato. Riceveranno (o hanno ricevuto) l'avviso conclusione indagini: Marco Chiari (avvocato Sandro Guerra), Maurizio Tani (avvocati Enrico Marzaduri e Carlo Di Bugno), Mauro Favilla (avvocato Anna Francini), Giovanni Valentini (avvocato Giulia Padovani), Andrea Ferro (avvocato Luigi Velani), Luca Antonio Ruggi (avvocato Campo) e Sauro Doroni (avvocato Carloni). Cosa cambia. Rispetto alle contestazioni iniziali - con l'annullamento delle misure cautelari personali disposto dalla Cassazione - l'ex assessore Chiari è accusato di corruzione e millantato credito. Avrebbe abusato della sua qualità di assessore facendo capire a Giuliano Davini che rivolgendosi al suo studio professionale avrebbe potuto risolvere senza difficoltà i problemi legati a una pratica per l'ampliamento di un fabbricato della moglie inducendo a confermargli l'incarico per la sicurezza dei lavori e millantando credito anche alle autorità competenti al rilascio di pareri e permessi (soprintendenza, uffici comunali e autorità di bacino). Davini per l'accusa sarebbe stato così indotto ad accollarsi le spese (6500 euro) per l'esecuzione dei lavori d'installazione di un soppalco allo studio professionale di Chiari. L'ex super assessore avrebbe millantato credito anche nei confronti di Pietro Bonino per risolvere celermente i problemi di cambio di destinazione d'uso di un immobile in via della Dogana. E il millantato credito sarebbe stato usato presso funzionari del comune di Capannori (l'architetto Stefano Modena e l'assessore Gabriele Bove) anche per influenzare Pietro Bonino a confermargli l' incarico per la redazione del piano attuativo dell'ex salumificio Michelini a Carraia. Incarichi professionali che avrebbero comportato l'esborso di 80mila euro quali compensi per Chiari. Il caso Polo Fiere. L'ex sindaco di Lucca è accusato di abuso d'ufficio. Avrebbe procurato un ingiusto vantaggio patrimoniale alla Valore spa autorizzando con lettera del 13 maggio 2009 il presidente del Cda di Lucca Holding spa (società controllata dal Comune) ad acquistare la partecipazione azionaria dell'immobiliare pratese nella controllata Lucca Polo Fiere Tecnologia spa. Un acquisto che avveniva 9 giorni dopo per un importo di 2,2 milioni. Una cifra incongrua per la procura in considerazione di un'eccessiva valutazione dell'immobile di Sorbano del Giudice (ex Bertolli). Promessa un'altra mazzetta. C'è un'intercettazione, mai resa nota, in cui l'architetto Valentini della Valore parlando con Chiari promette altro denaro (si parla di 200mila euro) da corrispondere a un amico non meglio identificato dell'ingegner Andrea Ferro.