Le recenti notizie sullo spostamento della Pietà Rondanini di Michelangelo destano dibattito e J alcune preoccupazioni. La vicenda è complessa e si articola in varie fasi, ognuna delle quali meritoria di considerazioni e riflessioni. Alla semplicistica affermazione di taluni che l'opera resti com'è e dov'è, credo si debbano operare approfondimenti e riflessioni. La statua, opera ultima del Buonarroti, trova collocazione in una ambientazione curata negli anni 5o dallo studio BBPR: un bene culturale esso stesso ormai storicizzato, recentemente sottoposto ad un restauro filologico, oggetto di studio e sicuramente nel suo complesso meritorio di conservazione. La Sala detta degli Scarlioni, all'atto della sua realizzazione, peraltro, avvenuta modificando gli ambienti e le quote originarie, si presentava diversamente da oggi. Opere d'arte importantissime si affastellano ora creando un eccesso di volumi difficili da leggere. Norme di sicurezza, barriere architettoniche, previsioni e precetti non in agenda all'epoca dell'allestimento oggi propongono improrogabili necessità d'intervento in questa grande sala. Il complesso funerario di Gastone di Foix, opera del Bambaja, oggi dispersa in più sale, va ricondotta ad unità, in una sala dedicata al grande scultore lombardo. La collocazione della Pietà, al Castello, come detto, necessita approfondimenti, per i quali Italia Nostra offre la sua disponibilità. La Pietà esprime valori di intima sofferenza e una grande forza con il Cristo morto che regge la Madonna, impersonificazione della Chiesa e della speranza; un messaggio e un contenuto comprensibile solo con la piena visibilità tridimensionale dell'opera. L'opera di Michelangelo non può però che rimanere al Castello. L'ipotizzato viaggio a San Vittore ci vede contrari. Pensiamo ai rischi di danno all'opera, all'impossibilità per tanti di ammirarla in carcere, ai costi di questa tournée. La trasferta costituirà poi un precedente: che dire in futuro alla richiesta di un'opera del Caravaggio, del Mantegna, di Raffaello avanzata da un altro carcere? Lasciamo la Pietà al Castello e portiamo a San Vittore il suo storico calco. presidente nazionale Italia Nostra
MILANO - La Pietà resti al Castello. Una copia a San Vittore. Rischi del trasloco Oltre ai pericoli per la conservazione, si crea un precedente poco opportuno.
La Pietà Rondanini di Michelangelo è stata oggetto di dibattito a causa dello spostamento proposto. L'opera, ultima creazione del Buonarroti, è stata collocata in una ambientazione curata negli anni '50 dallo studio BBPR. La Sala degli Scarlioni, dove l'opera è stata collocata, presenta problemi di sicurezza e accessibilità. Italia Nostra propone di ricondurre il complesso funerario di Gastone di Foix, opera del Bambaja, in una sala dedicata al grande scultore lombardo. La Pietà esprime valori di intima sofferenza e forza, e il suo messaggio è comprensibile solo con la piena visibilità tridimensionale.
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