Il Piano di assetto del Territorio (Pat) approvato a larghissima maggioranza dal consiglio comunale ha riconfermato integralmente l'emendamento a suo tempo presentato dal comitato «No grandi navi-laguna bene comune», che sancisce all'articolo 35 bis delle «norme tecniche» l'obiettivo dell'estromissione dalla laguna delle navi incompatibili. L'ampio consenso che si è coagulato attorno all'emendamento, riflesso del consenso che il comitato si è conquistato in città in neppure un annodi lavoro, testimonia della bontà e della razionalità di una linea che appare davvero come l'unica in grado di salvaguardare la sicurezza della città, la salute dei cittadini, la salvaguardia dell'ambiente, gli interessi dei lavoratori che gravitano attorno alla portualità e al suo indotto. E ciò, con buona pace del presidente dell'Autorità portuale, Paolo Costa, che si è visto respingere dalla giunta e dal consiglio comunale tutte le sue osservazioni che miravano a cancellare l'articolo 35 e a trasformare l'intera laguna in Rotterdam, e del presidente della Venezia Terminal Passeggeri, Sandro Trevisanato, tutto intento a combattere una autoreferenziale battaglia di retroguardia. Qual è questa linea? Che in laguna in futuro entreranno solo le navi che per dimensioni, emissioni, dislocamento, qualità tecniche, risulteranno compatibili col contesto cittadino e col recupero morfologico della laguna stessa, e dunque il passo che ne consegue è che il Comune deve immediatamente avviare e concludere in i8 mesi da ora tutti quegli studi «affidati a enti deputati, istituzioni scientifiche, studiosi indipendenti e di assoluta credibilità» che determineranno le necessarie caratteristiche di sostenibilità delle navi e perla prima volta la cornice non solo dei benefici, ma anche dei costi del crocerismo e della portualità. Per il crocerismo, e per la città in generale, andrà anche definita una soglia di sostenibilità turistica invalicabile, che determinerà il numero delle navi compatibili. Studi di parte, come quelli che Autorità portuale e Venezia terminal passeggeri (Vtp) si ostinano a commissionare e a sbandierare, da oggi sono soldi buttati al vento. Nell'agenda cittadina di Venezia finalmente è entrato il problema complessivo della portualità e per la prima volta la regia della partita è in mano al Comune, che è l'unico ente democratico che risponde ai cittadini. Lo strumento conseguente al Pat, per portare a coerenza la complessità dei temi sul tappeto, è il Piano regolatore portuale, e sindaco e giunta devono ora avviarne senza alcun indugio la redazione in sostituzione di quello vigente del rgo8, per governare le scelte sulla portualità e non subirle come invece è stato fino ad oggi. Portavoce Comitato No grandi navi
VENEZIA - GRANDI NAVI, A VENEZIA LA PARTITA DECISIVA
Il consiglio comunale ha approvato integralmente l'emendamento al Piano di assetto del Territorio (Pat) che sancisce l'estromissione dalle navi incompatibili dalla laguna. L'emendamento è stato approvato con larghissima maggioranza e riflette il consenso sulla necessità di salvaguardare la sicurezza della città, la salute dei cittadini e l'ambiente. Il presidente dell'Autorità portuale, Paolo Costa, e il presidente della Venezia Terminal Passeggeri, Sandro Trevisanato, hanno espresso opposizione all'emendamento. Il Comune deve avviare immediatamente gli studi per determinare le caratteristiche di sostenibilità delle navi e per definire una soglia di sostenibilità turistica invalicabile.
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