La polemica Braccio di ferro con l'assessorato al Patrimonio: 160 mila euro di debiti per l'affitto non pagato CENTOSESSANTAMILA euro di debiti per l'affitto non pagato. Il contratto mai firmato. Il Comune chiede il conto alla libreria Treves che intanto rivolge un appello al presidente della Repubblica perché con un suo intervento «scongiuri la chiusura» che lascerebbe ancora più desolata piazza Plebiscito. E il proprietario, Rino De Martino chiede «un'inchiesta interna al Comune per capire chi non mi ha mai inviato una raccomandata con cui chiedere la firma del contratto». «Non avevamo altra scelta». La risposta dell'assessorato al Patrimonio non dà spazio a equivoci. La libreria Treves deve lasciare i locali che il Comune stesso le accordò a settembre 2006 dopo lo sfratto dalla vecchia sede di via Toledo. Un "gruppo di lettori" ha inviato una lettera al presidente Napolitano spiegando come si è giunti dalla fine locazione del 2004 all'assegnazione con un semplice verbale di accesso dei locali del Fec, che il Fondo edifici culto aveva dato in fitto al Comune. «La vicenda è triste - commenta l'assessore Bernardino Tuccillo - è del tutto evidente che Treves è un presidio culturale della città e che si trova in un posto di pregio nel centro di Napoli, ma ci siamo resi conto che non hanno mai firmato il contratto, pur essendo stati più volte invitati a farlo, recandosi presso gli uffici della Romeo. Abbiamo chiesto la restituzione dei locali con rammarico, perché abbiamo tutte le intenzioni di investire sulle imprese culturali. Ma il Comune è in dissesto, le condel dizioni sono molto critiche». Un investimento che la Treves rimprovera di non aver mai cominciato, non avendo neppure portato a compimento il proposito di rivitalizzare il colonnato. Anzi, il centro dell'attenzione, che a Natale per le amministrazioni Bassolino e Iervolino era il Plebiscito, ora si è spostato sul lungomare. Nella lettera a Napolitano i sostenitori di Treves ricordano che la stipula contratto fu rinviata a quando si sarebbe compiuto un restyling del colonnato di piazza Plebiscito. Gli altri locali della prefettura e in uso al Comune non sono mai stati assegnati con il bando pubblico annunciato all'epoca. «Voglio precisare una cosa sottolinea Rino De Martino, che è anche il legale rappresentante della libreria noi non siamo morosi. Dopo l'abbandono della sede di via Toledo, nel 2006, ci furono affidati i locali del colonnato di piazza del Plebiscito, senza alcun fitto da pagare fino alla realizzazione di una bonifica. Un patto tra gentiluomini con gli assessori della giunta Iervolino ». Tra i quali l'allora assessore alla Cultura e al Commercio, Nicola Oddati. Un patto che l'attuale giunta non considera più in vigore. E che secondo altri non era il massimo della chiarezza e comportava rischi non trascurabili, visto che non stabiliva neanche un eventuale canone. La concessione nacque sull'onda delle proteste che Gerardo Marotta e altri clienti famosi della libreria misero in atto incatenandosi alla serranda di Treves, in via Toledo 150. La soprintendenza aveva ritirato il vincolo e la proprietaria aveva sfrattato i titolari per fine locazione. Anche in questo caso, una querelle non risolta su situazioni debitorie. Quindi il progetto di valorizzazione del colonnato, che è simile a quello che creò le condizioni per l'affitto al bar Liberty nella Galleria Principe di Napoli, recentemente al centro di una polemica con la municipalità. Nessuno dei due monumenti, nel cuore della Napoli antica, però, è mai decollato.
NAPOLI - Libreria Treves, appello a Napolitano "Intervenga per scongiurare la chiusura"
Il Comune di Napoli ha chiesto al proprietario della libreria Treves di pagare i 160 mila euro di debiti per l'affitto non pagato dei locali di piazza Plebiscito. La libreria, che ha ricevuto i locali nel 2006, non ha mai firmato il contratto di affitto. L'assessorato al Patrimonio ha chiesto la restituzione dei locali con rammarico, ma il proprietario ha richiesto un'inchiesta interna al Comune per capire chi non gli ha mai inviato una raccomandata con cui chiedere la firma del contratto. La libreria ha inviato una lettera al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, chiedendo di intervenire per evitare la chiusura della libreria.
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