ROMA Il decreto mine-proroghe (convertito in legge mercoledì) corregge il meccanismo di assegnazione dei finanziamenti stanziati dalla Finanziaria 2005, per realizzare interventi diretti a tutelare l'ambiente e i beni culturali e per promuovere lo sviluppo economico e sociale del territorio. In ballo ci sono 201,5 milioni di euro per il 2005, 176,5 per il 2006 e 170,5 per il 2007 (comma 28 dell'articolo 1 della legge 31104). In particolare, il comma 2 dell'articolo 1-ter del decreto legge sostituisce il comma 29 dell'articolo unico della Finanziaria. In base alle nuove indicazioni, sarà un decreto del ministero dell'Economia a individuare, entro la fine di marzo («90 giorni dall'entrata in vigore» della legge 311), in coerenza con un apposito atto di indirizzo parlamentare, gli interventi e gli enti destinatari dei contributi stanziati. Il mille-proroghe precisa, rispetto alla Finanziaria, che attribuire i fondi sarà compito del dipartimento della Ragioneria generale dello Stato. Viene anche introdotta una "penalità" per i beneficiari che si mostrano troppo lenti nello sfruttare i fondi ricevuti. Infatti, le risorse distribuite, ma non ancora impegnate dagli enti pubblici al 31 agosto di ogni anno, saranno revocate per essere riassegnate secondo la stessa procedura. Per lo stesso motivo, gli altri soggetti "privati" dovranno presentare ogni anno la dichiarazione di assunzione di responsabilità sul rispetto del vincolo di destinazione del finanziamento statale. Infine, per l'erogazione dello stanziamento, l'ente beneficiario deve trasmettere entro il 30 settembre di ciascun anno un'apposita attestazione alla Ragioneria generale dello Stato.