La casa contro il Ministero. A rischio la vendita dei cimeli MILANO - L'ESITO DEFINITIVO sarà reso noto fra 60 giorni. All'annuncio dell'asta di documenti e cimeli di Arturo Toscanini (battuta alla Casa d'Arte Bolaffi il 19 dicembre), il grido levatosi era stato unanime: «Il patrimonio Toscanini non vada disperso». Tale perorazione, che ha portato in causa il ministero dei Beni culturali, ha però prodotto esiti che ora Bolaffi contesta. Se la contestazione verrà accolta, parte dei lotti potrebbe essere rimessi all'asta. Dei 73 lotti in catalogo, infatti, ne sono stati battuti 33, di cui 17 «provvisori», vale a dire che le autorità competenti possono scegliere se acquistare o meno, al prezzo d'asta. Ancor peggio per i 40 lotti restanti, che il ministero ha vincolato come «lotto unico», in vendita al prezzo di base, sempre molto inferiore rispetto a quello che lievita con l'asta; basti dire che il celebre frac di Toscanini, con prezzo base di cinquemila euro è stato battuto a 15 mila. NELLA FATTISPECIE, sul catalogo, tali 40 lotti avevano un prezzo di partenza complessivo di 133.450 euro, calcolato in previsione di un rialzo intorno ai 350 mila. Nonostante l'acquisto che in questo modo ci si assicura per una cifra irrisoria, il ministero ha imposto agli eredi di controfirmare una lettera in cui accettavano un ulteriore ribasso fino a 120 mila euro. Proposta che gli eredi difficilmente avrebbero potuto contestare. LA SOPRINTENDENZA, infatti, si sarebbe potuta riservare il diritto di bloccare totalmente tali lotti (per poi riproporre l'acquisto diretto ai proprietari a prezzo ancora inferiore). La contestazione ora nasce soprattutto dal fatto che i 40 lotti assemblati nel lotto unico sono un vincolo inutile, comprendendo indiscriminatamente anche fotografie autografe e telegrammi augurali privi di interesse culturale che, però, avrebbero potuto ingolosire privati e collezionisti. Eppure il Teatro alla Scala, tra i più diretti interessati, aveva con solerzia segnalato i lotti di interesse scientifico e musicale da tutelare, prima fra tutti la collezione di spartiti musicali di Arturo Toscanini. In asta, quando il lotto unico è stato nominato, nessuno ha osato né potuto avanzare una controfferta. 120 mila euro. Furtiva alzata di mano del sovrintendente archivistico Maurizio Savoia. Fulmineo colpo di martelletto e via. I pochi oggetti liberi da vincolo sono stati battuti abbastanza tristemente senza eccessive schermaglie. Ma forse non tutto è regolare e Bolaffi intende opporsi. LA VICENDA La querelle Sono 73 i lotti in catalogo 33 quelli battuti di cui 17 «provvisori» Le autorità possono scegliere se acquistare al prezzo d'asta L'imprevisto. Se la contestazione della casa d'asta andasse in porto, i cimeli che sono stati venduti potrebbero essere ribattuti
Asta Toscanini, Bolaffi contesta. Il suo patrimonio sarà disperso
Il ministero dei Beni culturali ha imposto un prezzo di base molto basso per la vendita di 40 lotti di cimeli di Arturo Toscanini, tra cui fotografie autografe e telegrammi privi di interesse culturale. La casa d'asta Bolaffi ha contestato tale decisione, affermando che i lotti vincolati sono inutile e che alcuni oggetti di interesse scientifico e musicale non sono stati inclusi nella vendita. La casa d'asta ha anche segnalato che il sovrintendente archivistico Maurizio Savoia ha fatto una furtiva alzata di mano per acquistare alcuni oggetti a prezzo basso. Se la contestazione andasse in porto, i cimeli potrebbero essere ribattuti.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo