L'ex project manager Bertollini: «Mi rivolgerò anche a Bruxelles» Tentorio: «E perché non al Papa? Ma ora se ne occuperanno i legali» Sulla candidatura di Bergamo a Capitale europea della Cultura 2019 torna a pesare il caso Bertollini, l'ex project manager inizialmente incaricato di seguire il progetto e congedato da Palazzo Frizzoni lo scorso giugno. Riccardo Bertollini ha dato mandato ai suoi legali di fare richiesta formale di risarcimento danni al Comune e di diffidarlo dall'utilizzare il materiale da lui prodotto in un anno di lavoro. «Una diffida che sarà comunicata anche alla Regione Lombardia, al ministero dei Beni culturali e all'Unione Europea», fa sapere l'ex project manager. A conti fatti il risarcimento richiesto si aggira sui 350 mila euro tra «saldo di quanto dovuto, avendo io ricevuto solo un acconto di 10 mila euro, compenso per l'attività di project manager e risarcimento per i danni arrecati alla mia immagine e professione». La rimozione dall'incarico avvenne, lo ricordiamo, dopo che Bertollini aveva dichiarato, in un'intervista al nostro giornale, che la politica aveva preso il sopravvento sulla candidatura. La diffida potrebbe complicare l'iter della candidatura, ufficialmente presentata alla città il 13 dicembre scorso. «Chiedo che si indaghi sul lavoro che Bergamo sta facendo - dice l'ex project manager - perché da quel che so il materiale che è stato presentato è frutto del mio impegno, a cominciare dal tema scelto, quello del lavora La mia proposta era "Bergamo tra utopia e impresa", ho girato mezza Europa per tessere relazioni internazionali e visitare le città che in passato sono state capitali della cultura, il lavoro preparatorio è il mio. Facile fare gli ultimi cento metri». Sindaco e assessore alla Cultura liquidano la questione con poche parole, certi che le proteste dell'ex consulente non rappresentino un ostacolo sulla strada della candidatura. «La diffida arriverà anche all'Unione europea? E perché non al Papa già che ci siamo? - commenta ironico il primo cittadino Franco Tentorio -. Battute a parte, della questione si occuperà l'ufficio legale del Comune. Questa è una delle tante controversie seguite dai nostri avvocati, speriamo di avere ragione, come spesso accade. Se dovesse arrivarci un ordine dalla magistratura, obbediremo come abbiamo sempre fatto». Non vuole sentire parlare del «pre-dossier» di Bertollini, l'assessore alla Cultura Claudia Sartirani. «Materiale che non ci è mai stato consegnato - dice -, il progetto presentato alla città il 13 dicembre scorso è farina del nostro sacco, andiamo avanti per la nostra strada e ci spiace che si continui a parlare di questa storia invece di pensare alla sfida che ci attende». Il fatto è che Bergamo potrebbe doversi confrontare presto con Bertollini nel ruolo di diretto concorrente nella corsa verso il 2019. «Due città candidate mi hanno offerto il ruolo di consulente, deciderò in questo giorni e firmerò dopo le feste. Quali sono? Lo saprete a tempo debito, mi sono già giocato il posto per colpa di un'intervista e non voglio ripetere l'errore. Posso solo dire che sono due città che hanno buone possibilità, come Bergamo d'altronde. Credevo molto in questa candidatura, avevate tutte le potenzialità per vincere. La riapertura della Carrara, un aeroporto in crescita, una classe imprenditoriale forte che è stato un errore non coinvolgere da subito. Il comitato promotore aveva bisogno di un presidente di peso, io avrei scelto un industriale noto a livello nazionale, invece si è perso tempo». Sarà proprio il tempo a dire chi ha ragione. Intanto se Bertollini dovesse firmare per Mantova, il derby lombardo sarebbe ancora più agguerrito. Riccardo Bertollini, ex project manager, chiede un risarcimento danni al Comune di Bergamo e diffida il comitato promotore di Bergamo Capitale europea della Cultura dall'usare il materiale da lui prodotto quando lavorava alla candidatura della città per il 2019. Bertollini è stato alle dipendenze di Palafrizzoni dal maggio 2011 al giugno 2012.
Bergamo 2019, la diffida diventa un caso europeo
L'ex project manager Riccardo Bertollini ha chiesto un risarcimento danni al Comune di Bergamo e ha diffidato il comitato promotore della candidatura della città a Capitale europea della Cultura 2019 di utilizzare il materiale da lui prodotto. Bertollini sostiene che il materiale è stato utilizzato senza il suo consenso e che ha subito danni per la sua immagine e professione. Ha anche affermato che la sua candidatura è stata liquidata e che il Comune non ha risarcito il compenso che gli era dovuto. La diffida sarà comunicata anche alla Regione Lombardia, al ministero dei Beni culturali e all'Unione Europea. La candidatura di Bergamo è stata presentata ufficialmente il 13 dicembre scorso.
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