Era stata danneggiata dal sisma del 1997. Cuore della spiritualità cittadina è stata riaperta ieri al culto Celebrata una Messa ed eseguito un concerto MACERATA. L'attesa è finita e, a testimoniarlo, è ciò che è impresso in latino nella targa posta sulla facciata, svelata tra i sorrisi emozionati e gli applausi dei tanti che hanno voluto condividere questo memorabile evento. Dopo quindici anni Macerata ha potuto riabbracciare il «cuore» della sua spiritualità cittadina, ferito dal sisma del 1997: ieri, infatti, è stata riaperta al culto la chiesa di San Filippo Neri, la prima, in tutto il mondo, a lui dedicata. Torna a splendere, dunque, dopo attenti lavori di restauro diretti da esperti professionisti, un vero e proprio «scrigno» che conserva gran parte della storia della «Civitas Mariae», ora affidata alla custodia pastorale del suo rettore e priore della Confraternita delle Stimmate di San Francesco, don Gianluca Merlini, in collaborazione con i consacrati «Figli del Sacro Cuore di Gesù» dell'Associazione Mariana «Regina dell'Amore». Un traguardo raggiunto attraverso la sinergia di più forze morali e materiali che in questi anni, come ribadito anche dalle autorità locali, hanno trovato nel vescovo di Macerata-TolentinoRecanati-Cingoli-Treia, Claudio Giuliodori il sostegno maggiore. Ed è stato proprio il vescovo Giuliodori - dopo l'intervento di Luigi Lacchè, rettore dell'Università di Macerata - ad introdurre il Convegno di studi che, alla presenza di illustri autorità, ha aperto la giornata sul tema: «I beni culturali come risorsa educativa». «La dimensione educativa ha spiegato il vescovo è connaturale all'opera d'arte e ai beni culturali, poiché essi hanno una forte componente creativa e come tali sono anche veicolo di valori e significati ad alto potenziale educativo». Un pensiero ampiamente sottolineato anche da monsignor Stefano Russo, direttore dell'Ufficio nazionale dei Beni culturali della Cei, che ha ribadito l'importanza del «dialogo» tra ciascuna realtà diocesana e le istituzioni pubbliche finalizzato al recupero e alla promozione del patrimonio artistico. Alla soddisfazione espressa dai vertici della Soprintendenza Marche, si è aggiunta anche quella di Gian Mario Spacca, governatore della Regione, che, vista la consistenza dei fondi erogati, ha sottolineato come questa «restituzione sia il "regalo" di Natale dei cittadini marchigiani a Macerata». Impossibilitato a raggiungere la città, ha comunque portato il suo saluto anche il ministro dei Beni culturali Lorenzo Ornaghi, augurando che «sia sempre crescente, specie tra i giovani, l'attenzione verso i beni architettonici», senza dimenticare che «educare è una delle azioni prioritarie da compiere sul fronte culturale», riportando così alla luce valori e tradizioni che meritano di essere tramandati. Nella rinnovata chiesa di San Filippo, dopo la solenne concelebrazione eucaristica, in serata si è svolto il concerto «Da Peranda a Bach, da Macerata a Dresda», diretto dal maestro Marco Mencoboni.