In questi giorni è stato presentato il Piano di Gestione del sito Unesco Venezia e la sua laguna. Per Venezia, come per tutti i beni appartenenti al patrimonio dell'umanità, I'Unesco invita a rafforzare attraverso questo strumento le iniziative di tutela del patrimonio culturale mondiale, incentivando la protezione dei singoli beni per garantire quel giusto equilibrio tra conservazione, sostenibilità, sviluppo socioeconomico e culturale dei vari siti. Il Piano di Gestione del Sito "Venezia e la sua laguna" è stato il risultato di un lungo percorso di consultazione e concertazione tra gli enti interessati e le comunità locali che, in varie forme e momenti, sono stati coinvolti attraverso tavoli di lavoro, incontri e dibattiti. Il frutto di tanto lavoro è contenuto nel documento recentemente reso pubblico che indirizza a scelte di sviluppo dei territori coinvolti, orientate alla salvaguardia e mantenimento di questo importantissimo riconoscimento. Lungo è il percorso per farsi riconoscere nelle liste di beni Unesco mentre breve o immediato è quello per farsi escludere! E il Piano di Gestione ha proprio l'obiettivo di indirizzare le scelte di sviluppo urbano in coerenza con la responsabilità di dover preservare l'eccezionale valore universale di Venezia e della sua Laguna per le attuali e future generazioni. Dresda è un recente esempio di scelte economicamente e funzionalmente coerenti ma che hanno escluso la città da questa lista. Infatti il caso di Dresda - il primo in Europa a perdere lo status riguarda la costruzione di un ponte sul fiume Elba, voluto per risolvere problemi di congestione del traffico ma considerato dall'Unesco impattante per il paesaggio e per il centro storico della città. Un esempio lontano ma vicino, che riporta il pensiero alle recenti questioni sull'impatto paesaggistico della cosiddetta Torre Cardin che il presunto "mecenate" franco-trevigiano intende erigere proprio di fronte a Venezia e la sua laguna. Osservando il Piano di Gestione Unesco, condiviso dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali e dal Comune di Venezia, emerge ben poca coerenza tra questo mastodontico intervento ed i principi di cura e salvaguardia enunciati per la città e l'ambiente lagunare. In particolare alla mappa che inquadra il riconosciuto limite del Sito, derivato dal perimetro indicato dalla Decreto Ministeriale del 1985 denominato Galassino, viene aggiunta una "buffer zone" (zona cuscinetto) che detta indicazioni su come intervenire in quelle aree di confine del Bene tutelato per garantire l'integrità di Venezia e la sua laguna. La faraonica torre di ben 250 metri, nulla di simile finora in Italia, dovrebbe sorgere a poche centinaia di metri dal limite del Sito e all'interno della zona di salvaguardia prevista dal Piano Unesco. Lo strumento dichiara testualmente per la buffer zone che: "Nella zona di protezione devono determinarsi le condizioni per favorire una effettiva tutela dei beni e dei valori del Sito nella loro integrità. Ciò significa che anche in quest' area deve essere regolamentata l'esecuzione di alcune opere ed attività che potrebbero risultare impattanti per i valori paesaggistici del Sito e produrre incidenze negative perla loro tutela." La costruzione di un monumentale edificio proprio all'interno della zona di protezione non sembra certo coerente con i valori trasmessi dal Piano di Gestione Unesco, costruzione che, tra l'altro, non solo sarebbe visibile da Venezia e dalla laguna bensì, come ha recentemente affermato Marino Cortese, da tutto il Veneto. Se come a Dresda le pulsioni speculative economiche anche qui porteranno a sottovalutare il valore del riconoscimento di un Sito come patrimonio dell'umanità e a preferire l'incauta costruzione di questo "coso", è facilmente prevedibile che vi saranno ulteriori ricadute socioeconomiche negative del progetto, ricadute tra l'altro non ancora realmente valutate. Perdere lo status di patrimonio dell'umanità ha ripercussioni negative sull'attrattività turistica del luogo e sulla possibilità di accedere a fondi governativi, questo va tenuto ben a mente se si vuole evitare di vivere l'esperienza della città tedesca. Proprio a fronte di queste indicazioni appare come non sia così delirante la posizione di tutte quelle persone che fino ad oggi hanno condiviso e sottoscritto l'appello rivolto al Presidente Napolitano per evitare questa minaccia al patrimonio dell'umanità "Venezia e la sua laguna'. E inoltre, le tante effusioni rivolte alla torre ed al suo ideatore, non sembrano tanto coerenti con i principi di salvaguardia dell'ambiente e del paesaggio così come fino ad oggi è stato dichiarato da chi è a favore dell'opera.
Venezia e la sua laguna una nuova Dresda?
Il Piano di Gestione del sito Unesco Venezia e la sua laguna è stato presentato per rafforzare le iniziative di tutela del patrimonio culturale mondiale. Il piano è stato realizzato attraverso una lunga consultazione con gli enti interessati e le comunità locali. Tuttavia, emerge ben poca coerenza tra il piano e i principi di cura e salvaguardia enunciati per la città e l'ambiente lagunare. In particolare, la mappa del riconosciuto limite del Sito include una "buffer zone" che detta indicazioni su come intervenire in quelle aree di confine del Bene tutelato. La costruzione di un monumentale edificio all'interno della zona di protezione non sembra coerente con i valori trasmessi dal Piano di Gestione Unesco.
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