Pronto l'accordo sul progetto rivisto dell'archistar Koolhaas Accordo per il Fontego dei Tedeschi, nel progetto rivisto non ci sono la terrazza e la scala mobile. L'edificio del Cinquecento diventerà un centro commerciale Comune soddisfatto: «Il progetto è molto migliorato rispetto all'ipotesi iniziale» Niente scala mobile nel cortile cinquecentesco. Niente terrazza e niente altana sul tetto dell'antico Fondaco. La Soprintendenza approva il progetto per il nuovo Fontego dei Tedeschi, ma come previsto dice no alle richieste che sembravano irrinunciabili da parte della proprietà e dell'archistar Rem Koolhaas, autore del progetto. L'ex sede centrale delle Poste diventerà un centro commerciale. Ma il restauro sarà rispettoso della storicità dell'edificio cinquecentesco, e gli spazi come il cortile e altri luoghi saranno accessibili a tutti. L'accordo tra Comune e Edizione holding, la Finanziaria dei Benetton che ha acquistato dalle Poste spa il Fondaco per 50 milioni di euro, è fatto e sarà presentato nei prossimi giorni, forse prima della fine dell'anno. Il sindaco Giorgio Orsoni annuncerà il progetto andato a buon fine, dopo le tante polemiche degli ultimi mesi. «Rispetto all'Ipotesi iniziale, dice, «abbiamo migliorato molto». E precisa: «Certo non è stato il Comune a vendere il palazzo ai privati». C'era un'ipotesi di acquisto da parte di Ca' Farsetti, ma la situazione finanziaria chiaramente l'ha fatta decadere. I due punti critici del progetto sono stati accantonati. Le scale mobili saranno ridotte e posizionate in luogo meno visibile, sotto il porticato. La terrazza con il pavimento in vetro sopra il lucernario non si farà, così come l'altana che era stata richiesta come alternativa. Le norme non lo consentono e dunque Benetton ha dovuto ripiegare su un belvedere. Un camminamento tra i merli del Fondaco e il tetto, da dove si potrà godere del panorama mozzafiato ma senza sostare sul tetto. Tutta un'altra cosa rispetto alla terrazza-bar che avrebbe modificato l'edificio storico - con una vasca vietata anche dai regolamenti comunali - e lo skyline del Canal Grande intorno al ponte di Rialto. Intorno al Fontego si era concentrata una battaglia di tante associazioni di cittadini, intellettuali e comitati. La proposta era quella di trasformare l'edificio, un tempo affrescato da Tiziano e Giorgione, in un luogo della città. Ma dopo l'acquisto da parte di Benetton il Comune ha negoziato soltanto su alcuni spazi da mettere a disposizione di tutti e sui giorni per cui ottenere il cortile del piano terra per mostre ed esposizioni. Il progetto, firmato da Rem Koolhaas, archistar olandese premiato alla Biennale di tre anni fa, era stato presentato all'hotel Monaco, anch'esso di proprietà del gruppo di Ponzano. Subito era esplosa la polemica sulla terrazza, vietata dalle norme, e considerata un punto irrinunciabile per il nuovo progetto. Il Comune aveva predisposto un parere favorevole, inviando il carteggio alla Soprintendenza per il parere. Parere che alla fine è arrivato, irrobustito da una indicazione del ministero. Alla fine il progetto sarà modificato. I lavori per il restauro dell'edificio - nel frattempo degradato e abbandonato - potrebbero cominciare già entro la primavera. Resta da chiarire anche la richiesta del nuovo pontile di dieci metri per 5 sotto il ponte di Rialto, che dovrebbe diventare terrazza sull'acqua. Per il Comune ci sono problemi di traffico acqueo.
Venezia. Fontego, sparisce la terrazza
Il progetto per il Fontego dei Tedeschi, un edificio del Cinquecento a Venezia, è stato approvato dal Comune e dalla Soprintendenza. Il progetto, firmato da Rem Koolhaas, prevede la trasformazione dell'edificio in un centro commerciale. Il progetto è stato modificato rispetto all'ipotesi iniziale, con la rimozione della terrazza e della scala mobile. Le scale mobili saranno ridotte e posizionate in luogo meno visibile. La terrazza con il pavimento in vetro sopra il lucernario non si farà. Il progetto sarà rispettoso della storicità dell'edificio cinquecentesco e gli spazi come il cortile e altri luoghi saranno accessibili a tutti.
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