«Vogliamo un patrimonio stabile» Viliani: nuove sinergie e addio al comodato d'uso delle opere in esposizione La nomina. «Nessun contatto e polemica con Cicelyn, ho vinto un concorso» «Felice, orgoglioso, consapevole di una grande opportunità». Andrea Viliani, nuovo direttore del Madre, ha esordito con questo atto di fede alla sua presentazione a Palazzo Donnaregina, indicando le linee guida di quel che si propone di fare, e promettendo il massimo impegno a partire dal l gennaio, data in cui scatterà il suo contratto. Che ha durata quinquennale, rinnovabile per statuto in rapporto ai risultati conseguiti. II nuovo direttore del Madre sarà anche capo-curatore del museo d'arte contemporanea di via Settembrini ed ispirerà la sua azione secondo alcuni punti di intervento: «Penso che sia opportuno puntare alla valorizzazione ed all'incremento del patrimonio pubblico e stabile del museo. E quindi delle collezioni, perché ogni museo si identifica innanzi tutto con le collezioni, sia come portato materiale che quello immateriale di testimonianze, documentazione, contesto. Vorrei lavorare sull'identità del museo, fare in modo che si possano vedere qui opere che non ci sono altrove». Non si perde d'animo Viliani, trentanove anni, primo tra i cinque finalisti selezionati sui trentatré aspiranti all'incarico, di fronte alle obiezioni legate allo smembramento del museo, spogliato delle opere concesse in comodato d'uso alla gestione Bassolino-Cicelyn: «Studierò per trovare formule che garantiscano al Madre la ricostituzione di un patrimonio stabile: non per forza si deve far ricorso al comodato d'uso, si possono trovare altre strade che al momento opportuno saranno esplicitate. Penso a moderne visioni di sponsorizzazione, ci sono aziende che si rivolgono all'arte contemporanea per operazioni di marketing e che quindi possono lasciare le opere al museo, in questo caso al Madre, riconoscendo con ciò anche il prestigio museale della struttura con cui stabiliscono un rapporto. Penso che sempre più si debba andare verso il coinvolgimento del pubblico, secondo la visione anglosassone del public program». Ma questo c'era già al Madre: dove Viliani è stato più volte in passato e per il quale esprime un parere lusinghiero. «Ci sono venuto tantissime volte. Il Madre si è conquistato un ruolo di prestigio, e con il museo la città stessa, crocevia di rilievo nella storia dell'arte contemporanea, in Italia ed in campo internazionale. Un museo prestigioso, sono felicissimo di es-seme diventato il direttore per concorso». Conosce Cicelyn, non lo ha sentito, ma si augura di farlo: «Non ho nessun problema a riconoscere i suoi meriti, parlano le mostre che ha organizzato, con grandi artisti. Se lo chiamerò? Mi piacerebbe farlo, non ho motivo di essere in polemica con lui. Ho partecipato ad un concorso per una carica che era libera, quindi non c'è nesso tra la mia direzione e ciò che ci è stato prima. Stimo Cicelyn, ha fatto molto, non ho problemi, ripeto, a riconoscerne i meriti. Ma ora comincia un'altra storia». Primo appuntamento, primo impegno, prima mostra? Parlare meno e ascoltare di più, e tutti, a partire da chi lavora al Madre, ai collezionisti, ai galleristi, alle Fondazioni, alle Università, le Soprintendenze, l'Accademia di Belle Arti. La parola d'ordine del nuovo Madre è sinergia.
Napoli. Madre, la sfida del nuovo direttore
Andrea Viliani è stato nominato nuovo direttore del Museo d'Arte Moderna di Palermo, il Madre. Ha iniziato il suo mandato con la promessa di valorizzare e incrementare il patrimonio pubblico e stabile del museo. Vuole lavorare sull'identità del museo e fare in modo che si possano vedere opere che non ci sono altrove. Ha anche promesso di studiare formule per garantire al museo la ricostituzione di un patrimonio stabile, senza ricorrere al comodato d'uso delle opere in esposizione. Il nuovo direttore ha anche espresso il desiderio di coinvolgere il pubblico e di lavorare in sinergia con le istituzioni e le organizzazioni del settore.
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