NAPOLI. E' arrivata ieri l'ufficializzazione della nomina del nuovo direttore-curatore del Madre - Museo d'Arte contemporanea Donnaregina di Napoli. La commissione, presieduta da Pierpaolo Forte e composta da Laura Cherubini, Bice Curiger, Johanna Burton, Andrea Bellini, Gianfranco Maraniello e Chuz Martinez, ha selezionato Andrea Viliani come successore di Eduardo Cicelyn. Scelto dopo un colloquio, sostenuto da cinque candidati (Susan Pfeffer, Ludovico Pratesi, Alberto Salvadori e Thomas Peutz) che avevano superato il concorso bandito a luglio. Figlio di un famoso collezionista, ex direttore della Galleria Civica di Trento, con esperienze presso il Mambo di Bologna e il Castello di Rivoli e quest'anno a Documenta Kassel, arriva a Napoli con un contratto quinquennale e un budget di 2milioni di euro per il 2013, in parte già impegnati in un calendario che arriva fino alla primavera. II suo compenso 50mila euro lordi, più 20mila di rimborso e 20mila a raggiungimento degli obiettivi. «Per i fondi, si tratterà di lavorare anche con i privati. Ad esempio con partner che investono nella produzione ad alto contenuto tecnologico di opere, che poi potrebbe rimanere nella disponibilità del museo», spiega nella conferenza stampa di presentazione. Dove chiarisce che le priorità sono due: ascoltare il territorio, a cominciare dall'Accademia e dalle università, e lavorare alla costituzione della collezione permanente. Migrate a Venezia e in Spagna le opere in prestito di lunga durata allestite al secondo piano, il Madre è un contenitore semivuoto. «In stretto rapporto con il comitato scientifico - spiega Viliani - mi impegnerò per acquisizioni permanenti lungo tre filoni: Napoli e la Campania e il loro peso nel contemporaneo; la storia dell'arte italiana, in rapporto ad alcuni temi come le pratiche di genere o il rapporto arte-ambiente; produzioni nuove. Mi piacerebbe che gli artisti ospitati lasciassero un segno del loro passaggio.. Villani conosce già il museo e la scena partenopea e campana: «Ho apprezzato il lavoro di Cicelyn e di Mario Codognato (ex curatore del Madre, ndr), come pure le iniziative che hanno proiettato fuori delle sale l'arte contemporanea, verso un pubblico più vasto, come gli Annali delle Arti al Museo Archeologico, le installazioni a piazza del Plebiscito o le mostre nella Reggia di Caserta e in quella di Capodimonte. Funzionano». Altre linee di intervento, in sintesi, saranno l'attenzione verso il pubblico, con una serie di servizi che intrecceranno diversi linguaggi, come letteratura, scienza, musica e teatro; mettere in relazione passato e presente, storia e ricerca; utilizzare il Madre come «piattaforma di decollo» delle eccellenze napoletane e campane. Nell'immediato presente, resta un programma stilato dalla fondazione Donnaregina che indica come linee di intervento la regione, il Mediterraneo e il mondo, a partire dai paesi Bric, ma con fondi sufficienti a muoversi solo nel primo ambito. Soprattutto, affida a un solo privato, la Fondazione Morra-Greco, la gestione della programmazione rivolta agli artisti emergenti. Secondo Viliani «il rapporto con il privato è fondamentale, per la maggiore flessibilità e velocità di intervento, a patto che sia un rapporto governato dal pubblico. Da gennaio avvierò un fitto calendario di contatti, potranno nascere nuove sinergie».