MESTRE - Quaranta persone sono indagate per la manifestazione di protesta del 16 settembre scorso in Canal Grande contro le grandi navi. Ai diretti interessati sono arrivate le lettere di avviso di chiusura delle indagini da parte della Digos. I capi di imputazione sono manifestazione non autorizzata e non osservanza di un divieto in concorso. Tra i denunciati anche l'ambientalista Michele Boato. L'inchiesta. I partecipanti stanno ricevendo l'avviso in questi giorni. Protesta del Comitato Il primo è Michele Boato: «I rischi provocati dalla polizia» MESTRE - Sono una quarantina gli indagati per la manifestazione in Bacino contro le grandi navi del i6 settembre. Quel giorno un'ottantina di barche di attivisti del Comitato No grandi navi aveva rallentato l'uscita di due crociere Msc e Costa. Giovedì ai diretti interessati sono arrivate le lettere di avviso di chiusura delle indagini da parte della Digos. Lettere arrivate dal difensore d'ufficio designato e non direttamente dalla Procura. I capi di imputazione sono manifestazione non autorizzata e non osservanza di un divieto in concorso. Tra i denunciati anche Michele Boato, noto ambientalista dell'ecoistituto di Mestre e portavoce dell'associazione Amico Albero. «Non abbiamo ostacolato in alcun modo la navigazione dei Grandi Mostri - dice - ci siamo limitati a rendere esplicita la nostra indignazione. Chi il 16 settembre si è comportato in modo perlomeno strano sono state alcune lance delle forze dell'ordine che giravano all'impazzata provocando enormi onde e anche qualche incidente, per non parlare degli inutili e pericolosissimi elicotteri, che sorvolavano le barche a pochissimi metri d'altezza». Contrariati anche gli attivisti del comitato no Grandi Navi. «Prendiamo atto che è stato aperto un procedimento a carico di tanti cittadini che hanno dato vita in acqua e sulle rive a una manifestazione gioiosa e assolutamente pacifica», afferma il portavoce del comitato, Silvio Testa. «La notizia - continua - è giunta non attraverso una notifica di organi di Polizia Giudiziaria, ma per mezzo della lettera di un difensore d'ufficio nominato dalla Procura delle Repubblica presso il Tribunale di Venezia che informa i destinatari del procedimento penale a loro carico». I promotori della manifestazione ritengono che «i partecipanti alla manifestazione altro non abbiano fatto che esprimere in forme civilissime le legittime preoccupazioni contro le grandi navi che per la loro presenza in città e in laguna costituiscono un grave pericolo, un rischio per la salute dei cittadini, un danno ambientale». Il Comitato, comunque, crede che il caso verrà archiviato e non ci saranno ulteriori conseguenze. «Ci affidiamo con totale tranquillità alla Magistratura la quale, nell'eventuale processo penale che dovesse seguire alla richiesta di rinvio a giudizio formulata dalla Procura, non potrà non contestualizzare la manifestazione, prendendo in considerazione anche il comportamento delle forze dell'ordine, dai vertici a seguire per tutta la catena del comando, e il nodo della presenza delle grandi navi nel cuore della città e della laguna». I denunciati potranno avvalersi della difesa dell'avvocato Giuseppe Romano che ha già garantito al Comitato la propria disponibilità a difendere i manifestanti. «Lo stesso ovviamente - continua il comitato nella sua nota - vale per quanti dovessero invece ricevere nei prossimi giorni formali notifiche da parte di organi di Polizia Giudiziaria».