Il nuovo direttore del museo d'arte contemporanea: mi dedicherò al potenziamento della collezione permanente Occorrerà un vero "public program" di tipo strutturale, educativo e ricreativo, con un'attività che comprenda anche altri territori espressivi come il teatro, la musica, il cinema Dobbiamo essere al servizio di Napoli e della Campania, ma non in chiave localistica, quanto favorendo l" esportazione" del nostro prodotto in tutto il mondo Un rilancio del Madre in cinque mosse. Può essere condensata così la ricetta che il nuovo direttore artistico del Madre, Andrea Viliani, indica come prospettiva del suo mandato, operativo dal primo gennaio 2013. Piemontese, trentanove anni, con alle spalle esperienze curatoriali al Castello di Rivoli, al Museo di Arte Moderna di Bologna, a Kabul per «Documenta», dove ha seguito un progetto e realizzato seminari, ed infine di direzione alla Galleria Civica di Trento, giunge infatti a Napoli grazie alla scelta di un comitato scientifico che ha esaminato il suo curriculum ed il suo progetto fra altri trentatrè. Guadagnerà 50 mila euro lordi all'anno più un benefit trasferta di 20 mila, sempre lordi e un premio ancora di 20 mila, in caso di raggiungimento degli obiettivi. «Una vera novità - ha precisato nella presentazione di ieri il presidente della Fondazione Donnaregina Pierpaolo Forte - quella della selezione per concorso pubblico, per il quale ringraziamo tutti i partecipanti, un metodo lanciato da Napoli, che potrebbe essere esportato anche nel resto d'Italia e, perchè no, in Europa». E infatti, ha poi esordito Viliani, «sono felice ed orgoglioso, per l'incarico ricevuto e per il modo, considerando il prestigio di tutti gli altri concorrenti. Sono poi contento che il museo abbia una programmazione già fissata fino alla prossima primavera, tale da consentirmi di conoscere meglio la realtà artistica di questa regione, che pure ho sempre frequentato sin dai tempi della mia tesi universitaria, grazie al suo peso specifico nel settore dell'arte contemporanea». Tanti incontri quindi in calendario, con artisti, gallerie, fondazioni, istituzioni come Accademia e Università e così via. «Sì, perchè l'idea è quella di fissare la strategia in cinque punti fondamentali. Il primo dei quali sarà l'attenzione riservata al potenziamento della collezione. Anche perchè l'identità di un museo si delinea grazie al suo patrimonio stabile, fatto di opere e documentazione, partendo da quanto già fatto al Madre negli anni scorsi». Sì, ma con quali soldi? «La dotazione per il 2013 - precisa Forte - sarà di 2 milioni. Mentre siamo in attesa di conoscere l'importo esatto di cui potremo disporre negli anni successivi». Visto che la nomina di Viliani ha valore quinquennale, con una verifica intermedia al terzo anno. «Ma poi - ha aggiunto il neodirettore - le modalità di acquisizione delle opere sono molteplici. Per esempio ci sono istallazioni site-specific realizzate con il supporto di un'azienda privata che la sponsorizza per intero». Il secondo punto riguarda il rapporto con la gente. «La vera risorsa dei musei è il pubblico, e quindi occorrerà un vero "public program" di tipo strutturale, educativo e ricreativo, con un'attività che comprenda anche altri territori espressivi come il teatro, la musica, il cinema e così via». II terzo si riferisce invece ad un vero e proprio asse d'azione. «La linea del museo deve essere costruita tenendo sempre presente il rapporto fra passato e presente, fra questo territorio e gli altri, fra storia e ricerca». Al quarto punto si parla invece di attenzione verso città e regione. «Noi dobbiamo essere al servizio di Napoli e della Campania, per continuare a far emergere l'eccellenza di questa realtà, ma non in chiave localistica, quanto piuttosto favorendo l'"esportazione" del nostro prodotto in tutto il mondo». Infine una questione di atteggiamento. «Il quinto punto riguarda il lavoro importantissimo che dobbiamo fare sulla reputazione, sull'affidabilità e sulla fiducia, grazie alle quali una sfida come questa può essere vinta». Appare molto sicuro della sua scelta il giovane Viliani anche perchè è consapevole di dover maneggiare un brand molto appetibile. «Non sta a me dirlo, ma la fama di Napoli nel campo della storia dell'arte contemporanea è fortissima, anche con una specificità che va ulteriormente potenziata, quella di aver sempre diffuso questo linguaggio anche al di fuori di specifici musei e gallerie, ma piuttosto nelle piazze, nelle strade, nelle metropolitane, nei musei di arte antica e così via, favorendo anche una diffusione fra la gente meno abituata a questo tipo di fruizione». Gli chiedono poi del rapporto con la Fondazione Morra Greco. «Del tutto naturale visto che da anni si occupa e bene di arte giovanissima e di ricerca, un settore in cui bisogna avere una competenza specifica. Ma siamo comunque aperti a ulteriori collaborazione con altre realtà private anche per altri segmenti». Infine un cenno al suo predecessore, Eduardo Cicelyn. «Non lo conosco benissimo, ma gli do atto di aver creato una realtà importante, non escludendo in futuro di potermi incontrare anche con lui e discutere di nuove idee».