Secondo le promesse del Governo dovevano essere 5, ma a gennaio se ne inaugureranno solo 3 POMPEI. "Lascia molto perplessi l'assenza del ministro per i beni culturali, Lorenzo Ornaghi, alla visita compiuta agli scavi dal ministro Barca, perché ciò lascerebbe immaginare una sorta di "commissariamento" del Ministero per i Beni Culturali e quindi della Soprintendenza archeologica di Pompei da parte del ministero per la coesione territoriale e dell'intero Governo che, proprio ieri ha insediato una commissione interministeriale di controllo dell'attività che si compirà negli scavi di Pompei con i fondi stanziati anche dalla Unione Europea, affidandone la presidenza ad un dirigente dello sviluppo economico". A dichiararlo è Antonio Irlando, responsabile dell'Osservatorio Patrimonio Culturale. "In sostanza, amareggia constatarlo, si tratta di una indiretta conferma del fatto che gran parte dei mali e delle distruzioni che avvengono ancora oggi negli scavi di Pompei dipendono innanzitutto da un gravissimo deficit gestionale dell'area archeologica vesuviana, spiegato anche dallo stesso Ministro Barca, che recentemente ha dichiarato che "su Pompei sono stati spesi soldi inutili per progetti cattivi e inesistenti". Ma non dovevano essere cinque i primi cantieri a partire negli scavi di Pompei entro dicembre come più volte annunciato? - si chiede Irlando - Ieri, invece, abbiamo appreso dal Ministro Barca, che saranno solo 2 in partenza entro gennaio e gli altri? Va ricordato che già la data di dicembre comportava un ritardo di 6 mesi sui tempi annunciati, tant'è che il ministro si giustificò al parlamento europeo, durante un'audizione agli inizi di ottobre, affermando che "Pompei si trova in una zona a massima concentrazione di criminalità diffusa. Questi ritardi - conclude Irlando - non riteniamo che possano giustificare del tutto l'entusiasmo del ministro Barca quando annuncia "che l'apertura dei primi cantieri sarà la dimostrazione che l'Italia non è stata grande solo oltre 2.000 anni fa, ma Io è anche adesso".
Pompei. Scavi, scoppia il caso dei cantieri
Il ministro per la coesione territoriale ha insediato una commissione interministeriale di controllo dell'attività negli scavi di Pompei. Il responsabile dell'Osservatorio Patrimonio Culturale, Antonio Irlando, ha dichiarato che l'assenza del ministro per i beni culturali, Lorenzo Ornaghi, alla visita compiuta dal ministro Barca agli scavi è "un po' di commissariamento" del Ministero per i Beni Culturali. Irlando ha anche criticato il ritardo dei lavori, che dovrebbero essere iniziati entro dicembre, e ha richiesto di sapere cosa succederà agli altri cantieri. Il ministro Barca ha affermato che i ritardi sono dovuti alla "criminalità diffusa" nella zona.
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