Da ieri la biglietteria del parco archeologico è stata spostata da Casina Cuti a via Paradiso: un passo indietro di oltre 4 anni. La decisione è stata presa d'urgenza dalla responsabile del servizio parco archeologico della Soprintendenza, Maria Amalia Mastelloni, a seguito dell'occupazione della biglietteria dell'area sita a Casina Cuti da parte dei lavoratori di Novamusa. Una scelta che ha sollevato le proteste dei commercianti, trasferiti nel 2008 nei box di Casina Cuti dalla via Paradiso, solo con la garanzia di spostare anche la biglietteria per non essere tagliati fuori dal percorso dei turisti. «Siamo diventati carne da macello? - si chiede Agesilao Benigno a nome degli operatori commerciali - non eravamo stati informati, togliendo la biglietteria saremmo penalizzati perché i turisti potrebbero entrare e uscire da via Agnello, mentre i bus li farebbero scendere su via Romagnoli, poco fuori dal parco, lontano da noi». Una situazione già vissuta con lo spostamento della biglietteria durante le rappresentazioni classiche dell'Inda, la scorsa primavera, che però potrebbe protrarsi ben più di un mese. Appare paradossale, però, un altro racconto dei commercianti del parco archeologico: «Abbiamo più volte denunciato alla polizia municipale e all'amministrazione comunale la presenza di segnaletica abusiva su via Agnello - spiegano - c'è chi istalla ogni mattina sulla ringhiera del parco un segnale con cui si indica l'ingresso del parco a 100 metri, salvo scoprire poi che il biglietto si acquista a Casina Cuti. E ciò per favorire le altre attività, più o meno legittime». L'affitto dei box costa 39 mila euro che finiscono nelle casse comunali, lo spostamento definitivo della biglietteria causerebbe una penalizzazione dell'indotto e i commercianti non avrebbero più possibilità di pagare. Per questo motivo chiedono un incontro con la Mastelloni e con il sindaco Visentin e si dicono addirittura disposti, nel caso restasse intatto tale indirizzo, a tornare nel posto d'origine, in via Paradiso, anche abusivamente. La direttrice del parco da parte sua preferisce non rilasciare dichiarazioni, ma si dice disposta al dialogo e ad aprire un tavolo tecnico per avviare una soluzione congiunta della problematica. In pratica, il posizionamento della biglietteria a Casina Cuti non piacerebbe ai turisti. Secondo le ultime rilevazioni del grado di soddisfazioni del visitatore, la totalità degli stessi non ritiene brillante la scelta e anzi il 100 delle lamentele riguarderebbe proprio questo. C'è chi ironicamente ha scritto di prevedere la biglietteria direttamente a Palermo, chi ha semplicemente commentato di ritenere impensabile percorrere avanti e indietro più volte il parco archeologico e perfino chi sputò addosso a un dipendente che gli disse di tornare indietro percorrendo 400 metri in salita. Dunque, anche se questo è un momento di transizione, è necessario rispettare le esigenze degli ex dipendenti Novamusa, dei commercianti e dei turisti, dato che sono questi a permettere il lavoro degli altri. Appena ci sarà una maggiore tranquillità si dovranno assumere altre decisioni, fermo restando le continue lamentele dai visitatori e l'infelicità dei commercianti. Ma i box, costati poco più di 1 milione, realizzati alla fine della seconda legislatura Bufardeci e conclusi all'inizio dell'amministrazione Visentin, sembra abbiano vita breve a queste condizioni: serviranno rassicurazioni da parte del Comune a tutte le parti chiamate in causa. Luca Signorelli 22122012
SICILIA - Chiusa a Casina Cuti la biglietteria del Parco
La biglietteria del parco archeologico è stata spostata da Casina Cuti a via Paradiso, dopo oltre 4 anni. La decisione è stata presa d'urgenza a seguito dell'occupazione della biglietteria da parte dei lavoratori di Novamusa. I commercianti, trasferiti nel 2008, hanno espresso le loro proteste e chiedono un incontro con la responsabile del servizio parco archeologico. La scelta della biglietteria è stata criticata dai turisti, che hanno espresso le loro lamentele. I commercianti hanno anche denunciato la presenza di segnaletica abusiva su via Agnello, che favorisce le altre attività.
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