Per le imprese che vogliano avviare un'attività economica è in arrivo l'autocertificazione. La semplificazione potrebbe essere operativa già da gennaio 2005. Il ministro delle Attività produttive, Antonio Marzano, ha annunciato infatti che «il provvedimento sulla competitività sarà un decreto legge» la cui approvazione avverrà «nelle prime settimane del nuovo anno». Punto centrale del futuro decreto sarà proprio la semplificazione finalizzata a snellire gli innumerevoli vincoli burocratici che gravano sulle imprese. Scartata l'ipotesi di inserire le misure sulla competitività direttamente in Finanziaria, la scelta annunciata da Marzano di agire attraverso «un decreto» è stata confermata ieri anche dal viceministro dell'Economia, Gianfranco Miccichè, e dal ministro per le Politiche agricole, Gianni Alemanno, i quali hanno aggiunto che la redazione del testo definitivo sarà preceduta dal confronto con le parti sociali. Miccichè ha dato per imminente la convocazione dei rappresentanti delle imprese e dei sindacati presso il ministero dell'Economia. Dal ministero delle Attività produttive, tuttavia, si sottolinea che sede del confronto sarà Palazzo Chigi. Ma, al di là di queste notazioni di carattere "procedurale", quel che appare sempre più probabile è invece l'intenzione dell'Esecutivo di procedere attraverso un provvedimento d'urgenza ovvero un decreto legge che - come è noto - entra immediatamente in vigore, in attesa che nei successivi sessanta giorni venga convertito in legge dal Parlamento. Ecco perché già a gennaio, con il via libera del Consiglio dei ministri, l'autocertificazione per le imprese potrebbe tradursi immediatamente in una strada praticabile. Peraltro, nel testo messo a punto alle Attività produttive, si precisa che la semplificazione diventerà immediatamente praticabile perché non saranno necessari regolamenti o altri atti amministrativi per renderla operativa. Nel provvedimento inoltre si fa esplicito richiamo al principio di sussidiarietà (articolo 118 della Costituzione) che «impone a Stato, Regioni, Città metropolitane, province e Comuni di valorizzare l'autonoma iniziativa dei cittadini». In sostanza, con l'entrata in vigore della nuova disciplina, tutti gli atti «di autorizzazione, licenza, concessione, nulla osta, permesso e di consenso comunque denominati comprese le iscrizioni ad albi o a ruoli per l'esercizio di attività economiche» potranno essere sostituiti da una denuncia di inizio attività da presentare all'amministrazione competente assieme all'«autocertificazione» delle attestazioni e delle certificazioni eventualmente richieste. La norma chiarisce, inoltre, che l'esercizio della denuncia di inizio attività presuppone il rispetto delle norme a tutela «della difesa nazionale, della pubblica sicurezza, dell'amministrazione della giustizia, della salute e della sicurezza pubblica, dell'ambiente, dei beni culturali e paesaggistici, e le norme in materia di edilizia e urbanistica». Ma per promuovere la competitività delle imprese italiane il futuro decreto conterrà anche una sorta di «premio» di concentrazione. L'obiettivo è di sostenere la crescita delle Pmi attraverso uno sgravio fiscale triennale sottoforma di abbattimento della base imponibile. Quanto alla riforma degli incentivi, sia il Governo che il Parlamento finora hanno preferito tenere fuori dalla Finanziaria la riforma degli incentivi. Una delle ragioni è che ancora non è stato raggiunto un consenso unanime sul taglio degli aiuti a fondo perduto. Marzano intanto ha annunciato il varo di un codice ad hoc nel quale verrà confermato il passaggio dal fondo perduto al prestito che potrà contare sulle risorse messe a disposizione dal nuovo Fondo di rotazione per il sostegno alle imprese e, in particolare, per favorire i progetti innovativi. Nel nuovo codice dovrebbe quindi rientrare anche la futura 488 che sarà caratterizzata pure da un ruolo più attivo delle banche: agli istituti di credito verrà richiesta non solo una mera valutazione dell'investimento da sostenere attraverso l'aiuto pubblico ma anche una diretta partecipazione da parte con un prestito ordinario. 14 dicembre 2004