Dopo un anno e mezzo risolto il problema del pavimento avvallato. Inaugurati anche altri due spazi FIRENZE A un anno e mezzo dalla sua chiusura, ha riaperto ieri la aala numero 42 della Galleria degli Uffizi detta della Niobe. Interessata da un avvallamento localizzato del pavimento legato anche alla presenza di marmi ellenistici di notevole peso (fra duemila e tremila chilogrammi), la sala - che misura 29 per 9 metri, per un totale di circa 260 metri quadrati - era stata chiusa nel maggio del 2011 e sottoposta a una serie di indagini, come endoscopie e rilevamenti con laser-scanner e georadar, che avevano messo in evidenza la necessità di intervenire sulle strutture voltate a sostegno del pavimento, diverse per dimensioni e tipologia. Grazie ad un intervento, molto delicato e complesso, di consolidamento costato oltre 500mila euro, la pavimentazione della sala è stata rimossa pezzo a pezzo, contemporaneamente allo spostamento delle statue in parti non interessate dall'intervento, in modo da poter effettuare un'opera di capillare rinforzo delle strutture sottostanti. «Siamo andati piano, abbiamo fatto tutto con i piedi di piombo, ma ne è valsa la pena» ha commentato Alessandra Marino, soprintendente per i Beni Architettonici di Firenze, Pistoia e Prato e responsabile dell'intervento di ripristino della sala della Niobe, presentando la riapertura insieme a Isabella Lapi, direttore regionale per i Beni culturali e paesaggistici della Toscana, Cristina Acidini, Soprintendente per il patrimonio storico, artistico ed etnoantropologico e per il Polo Museale della città di Firenze e al direttore della Galleria Antonio Natali. Nell'occasione sono anche state inaugurate due nuove sale, affrescate da Luigi Ademollo, che andranno a integrarsi nel percorso dedicato alla pittura fiorentina del XVI secolo, quello delle cosiddette 'sal"sale cremisi", dal colore delle pareti. La prima sala ospita infatti i dipinti di Vasari e Allori, mentre nella seconda sono esposte opere di artisti del secondo Cinquecento fiorentino, alcuni dei quali attivi nello Studiolo di Francesco I de' Medici. In tutto si tratta di 32 opere (di cui sette provenienti dal deposito della Galleria) che da oggi trovano nuova collocazione nel percorso museale. Caratteristica particolare dei nuovi spazi, ha spiegato il direttore Natali «è l'aver loro mantenuto l'impostazione, con numerosi dipinti appesi alle pareti, da "studioli", che è ciò che effettivamente erano prima di acquisire una funzione di tipo museale».